Arabia Saudita, schiaffo del Nyt al principe omaggiato da Renzi: arrogante

venerdì 29 Gennaio 16:44 - di Paolo Lami

Con un articolo sferzante e derisorio, il New York Time picchia duramente su Mohammed bin Salman il principe saudita accusato di essere il mandante dell’omicidio del giornalista Khashogi e sul suo ultimo “stravagante” progetto chiamato The Line.

Proprio mentre in Italia arrivano le imbarazzanti immagini di Renzi che si inchina con il suo goffo inglese scolastico  a Mohammed bin Salman, durante la cosiddetta ‘Davos del Deserto‘ che si è tenuta a Riad, il Nyt frusta senza pietà il principe omaggiato con deferenza dall’ex-premier italiano.

Il quotidiano definisce il progetto che sorgerà sulla costa nordoccidentale dell’Arabia Saudita a cui il principe è legatissimo e su cui sta scommettendo una montagna di soldi.

Dovrebbe nascere una città a zero emissioni, quindi senza strade né auto. Un’utopia che costerà la cifra monstre di 500 miliardi di dollari.

“Un sacco di soldi anche per gli standard sauditi”, sottolinea il quotidiano statunitense. Che non risparmia a bin Salman critiche feroci è un ritratto da cafone arricchito.

Guardare il video promozionale di The Line in cui compare lo stesso Mbs significa “immergersi in una forma di arroganza tipicamente saudita, che mescola trionfalismo religioso e magnificenza reale”. Insomma una stroncatura in piena regola.

Il filmato inizia con un rapido montaggio delle più grandi scoperte scientifiche e tecniche del XX secolo racconta il New York Time. Che poi lancia l’affondo annotando che nel video è inclusa un’immagine “incongrua” del fondatore dell’Arabia Saudita, re Abd al-Aziz al-Saud. Che c’è di male? Che il re viene celebrato “come se fosse stato un innovatore in stile Steve Jobs invece che un guerriero del deserto che cavalcava cammelli”.

Mbs definisce The Line “una rivoluzione della civiltà”. E secondo il Nyt, “sembra credere che la natura stessa sia al suo comando. Questo non dovrebbe sorprendere troppo perché Mbs promuove idee altrettanto stravaganti dal 2017″.

Fu in quell’occasione che il principe dell’Arabia Saudita parlò, per la prima volta, di Neom, il progetto futurista più ampio di cui The Line fa parte.

“L’arroganza alla base di queste proposte, alimentata da generazioni di yes men (inclusi consulenti occidentali ben pagati), sarà familiare a chiunque abbia trascorso del tempo in Arabia Saudita”, prosegue il New York Times stroncando il principe.

”Tuttavia – aggiunge il quotidiano con un pizzico di veleno – ci si aspetterebbe un po’ più di circospezione da Mbs, almeno in questo momento”, in quanto è accusato di aver ordinato il “raccapricciante” omicidio di Jamal Khashoggi, il giornalista dissidente che venne attirato al consolato saudita a Istanbul con una scusa. E, poi, strangolato e fatto a pezzi da una squadra di killer inviata da Riad.

Il principe Mohammed bin Salman ha condannato l’omicidio. E ha negato qualsiasi ruolo. Ma la comunità internazionale non ha dubbi: dietro al delitto c’è lui.

“L’umiltà non è nei geni di Mbs, nel bene e nel male – incalza il Nyt – Continua a attaccare e imprigionare i suoi critici come se l’omicidio di Khashoggi non fosse mai venuto alla luce. Ma la sua baldanza gli ha permesso di ingabbiare l’establishment religioso dell’Arabia Saudita e questo lo ha reso immensamente popolare, soprattutto tra i giovani”.

“Chiunque abbia trascorso del tempo nelle città esistenti dell’Arabia Saudita può comprendere il desiderio di ricominciare da capo. Sono polverose e brutte – le stronca irrimediabilmente il New York Times. – Religiosi dalla mentalità chiusa presiedono burocrazie corrotte che resistono al cambiamento. Ma il panorama saudita è già costellato di mega-progetti falliti o abbandonati. Alcuni sauditi hanno risposto al filmato di Mbs con commenti acidi sulla necessità di rinnovare le città e i quartieri esistenti”, conclude l’articolo firmato da Robert F. Worth.

 

Commenti

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  • Claudio Brandani 30 Gennaio 2021

    Mi chiedo che cosa abbia a che fare l’occidente con questo mondo e perfino corteggiarlo. A parte il petrolio s’intende. Ma il tutto si può, si deve gestire, in altro modo. noi siamo civili!!!

  • Orsetto 30 Gennaio 2021

    Tipica ingratitudine da sinagoga…

  • Silvia Toresi 30 Gennaio 2021

    Se Renzi ammira tanto il principe, perché non resta lì?

  • Paolo 30 Gennaio 2021

    Nulla di nuovo. Tutto ciò che non è “democratico” o non venga detto o fatto dalla Pelosi, o da Obama o da Biden o da Lady Gaga o da qualcuno dei tanti esponenti Black, è sporco, retrivo e da condannare. Salvo poi dimenticare che i Paesi del Golfo sono creature Usa da cui da 70 anni hanno sempre pompato petrolio e dollari sotto la guida di presidenti repubblicani e democratici, a turno. E bravo Nyt

  • Giuseppe Forconi 30 Gennaio 2021

    Ma questi poltronari sono liberi di andare in giro per altri Paesi senza una specifica ragione o mandato da parte del governo? Possono fare e disfare a proprio comodo, contattare, contrattare e fare accordi senza che il governo centrale lo sappia, magari impegnando ingenti quantitativi di denaro? Ma in che mondo viviamo? Tutto questo e’ lecito ed e’ permesso?Togliamoci da torno questa massa di cialtroni, andiamo al voto e ricominciamo da capo con il piede giusto.

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