Appello di Conte: governo di salvezza nazionale. Domani al via le consultazioni in streaming

martedì 26 Gennaio 20:40 - di Redazione
consultazioni Conte

Le consultazioni al Quirinale avranno inizio domani, mercoledì 27 gennaio, i primi a salire dal Capo dello Stato saranno alle 17 come di consueto i presidenti di Senato e Camera, Casellati e Fico. Giovedì sarà la volta di Leu, Italia Viva e Pd. venerdì Mattarella riceverà la delegazione di centrodestra e per ultimo il M5S. 

Il Covid cambia le consultazioni: saranno in diretta streaming

Il Covid avrà il suo peso anche sulle consultazioni: poche testate ammesse per sorteggio, gli altri cronisti seguiranno gli eventi in diretta streaming sul canale Youtube della Presidenza della Repubblica e sul sito www.quirinale.it.

Pessimismo a Palazzo Chigi

I numeri a Palazzo Madama non sono confortanti, nonostante il passo indietro di Giuseppe Conte. “Alle 19 di sera – registra l’Adnkronos – a Palazzo Chigi si respira sconforto e pessimismo, il Conte ter appare una mission impossible, le speranze di spuntarla ridotte al lumicino. Rimbalzano le voci di una telefonata tra Conte e Renzi, ma da Palazzo Chigi assicurano che no, non c’è stata nessuna chiamata”.

L’appello di Conte: maggioranza più ampia

Lo staff di Conte lavora a un post che il premier dimissionario pubblica all’ora di cena. E’ un appello affinché si formi una maggioranza più ampia e sicura. “Il Paese – scrive Conte –  sta attraversando un momento davvero molto difficile. Da ormai un anno stiamo attraversando una fase di vera e propria emergenza. Le diffuse sofferenze dei cittadini, il profondo disagio sociale e le difficoltà economiche richiedono una prospettiva chiara e un governo che abbia una maggioranza più ampia e sicura. È il momento, dunque, che emergano in Parlamento le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica.Le mie dimissioni sono al servizio di questa possibilità: la formazione di un nuovo governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale.”

Conte: serve un’alleanza europeista

“Serve un’alleanza, nelle forme in cui si potrà diversamente realizzare, di chiara lealtà europeista, in grado di attuare le decisioni che premono, per approvare una riforma elettorale di stampo proporzionale e le riforme istituzionali e costituzionali, come la sfiducia costruttiva, che garantiscano il pluralismo della rappresentanza unitamente a una maggiore stabilità del sistema politico”.

“Mi ritroverete sempre a fare il tifo per il Paese”

“Questo conta – conclude Conte –  Che il nostro Paese si rialzi in fretta e possa mettersi alle spalle la pandemia e le tragedie che essa ha arrecato, in modo da far risplendere la nostra nazione nella pienezza delle sue bellezze. L’unica cosa che davvero rileva, al di là di chi sarà chiamato a guidare l’Italia, è che la Repubblica possa rialzare la testa. Allora avremo vinto tutti, perché avrà vinto l’Italia. Quanto a me, mi ritroverete sempre, forte e appassionato, a tifare per il nostro Paese”.

I possibili piani B

Per l’intera giornata nella maggioranza sono circolate ipotesi di possibili piani B, mentre rimbalza lo scenario di un governo politico guidato da un tecnico, sulla scia del cosiddetto ‘modello Ciampi’, ossia il governo guidato nel 1993 dall’allora Governatore della Banca d’Italia. I nomi che girano sono sempre gli stessi, Carlo Cottarelli, Marta Cartabia e Luciana Lamorgese, con le due donne in pole, mentre l’ipotesi Mario Draghi sembra tramontare: in pochi credono che l’ex numero uno della Bce potrebbe mai accettare.

I nomi alternativi del M5S

Appare invece complessa, al momento, la possibilità di sostituire Conte con un politico: per il Pd sarebbe difficile digerire il nome di Luigi Di Maio o Stefano Patuanelli, considerati i ‘papabili’ del Movimento, e ancor più per i grillini metabolizzare un premier dem. Nel toto-nomi entra per forza di cose anche il presidente della Camera Roberto Fico, che tuttavia accetterebbe -è pronto a scommettere chi gli è vicino- solo se il Colle lo mettesse all’angolo.

Il M5S per ora tira dritto, nessuna ombra sul nome del premier. Anzi. “È l’unica persona che in questa fase storica possa rappresentare la sintesi e il collante di questa maggioranza”, sostiene il capo politico, Vito Crimi. Ma nel Movimento, come nel Pd, l’idea di sperimentare altre soluzioni si fa più forte ogni ora che passa.

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