Abbandonare Facebook, Twitter o WhatsApp? Si può fare. Da MeWe a Signal, ecco le alternative

martedì 12 Gennaio 12:11 - di Giovanni Pasero
Signal, Telegram, MeWe

Provate a digitare in chat con un amico su WhatsApp “Viaggio a Parigi”. Dopo poco tempo, sulla vostra bacheca Facebook vi appariranno pubblicità di hotel a due passi dalla Tour Eiffel a tariffe “convenienti”. Uozzappate sulla sciatica della nonna con un parente? Come per magia, sulla piattaforma di Zuckerberg, un sito di shopping cinese vi proporrà delle “formidabili panciere” e delle lozioni miracolose.

Potenza degli algoritmi e del marketing. Se non ci avete mai fatto caso prima, accade da parecchio tempo. Esattamente da quando il signor Facebook ha comprato WhatsApp. Ora, la richiesta di aggiornamento della privacy di WhatsApp, non fa che ribadire ancora più esplicitamente il concetto. “Se vuoi usarmi gratis, devi regalarmi i tuoi dati e le tue conversazioni ai fini di marketing”.

Signal e Telegram tra le alternative a WhatsApp

Chi non vuole soggiacere a tutto questo? Può provare con altre piattaforme. Alternative a WhatsApp ci sono sempre state. A cominciare da Telegram. Altrimenti date retta al miliardario americano Elon Musk, che ha suggerito di usare Signal. Si tratta di un app sviluppata da Open Whisper e che funziona in modo simile alla più famosa WhatsApp, ma con regole meno invasive in tema di privacy. L’invito di Musk ad utilizzarla, che ha ricevuto oltre 41mila retweet e 320mila mi piace, ha provocato un boom di download di Signal: il proprietario di Tesla non ha fatto esplicito riferimento al servizio di Zuckerberg nel suo tweet, ma sembra evidente la connessione tra l’invito ad utilizzare Signal e le modiche apportate da WhatsApp in merito alla condivisione dei dati con Facebook.

Dopo la chiusura degli account di Trump, dopo la censura a Libero su Twitter, e dopo la cancellazione della App di Parler perché troppo “a destra”, molti utenti in tutta Italia stanno cercando alternative.

Al momento, sono ancora scaricabili MeWe, Gab e Rumble. Tuttora disponibili online e nei negozi digitali di Google e Apple.

MeWe al posto di Facebook

Come ci sono alternative a WhatsApp ve ne sono anche a Facebook. La risposta giusta, per molti utenti è appunto MeWe. “Nessuna pubblicità, nessun targeting, nessun riconoscimento facciale e nessuna manipolazione del flusso di notizie”. È quello che promette MeWe, che si autodefinisce il social newtwork del futuro e l’anti-Facebook perché, a suo dire, tiene d’occhio la privacy.

MeWe piattaforma molto simile a Facebook, ma che vede la presenza di gruppi aperti (con annesso servizio di messaggistica) dove chiunque può scrivere liberamente di tutto.

Gli utenti possono vedere i post delle loro connessioni in tempo reale, chattare, fare video live e post vocali. La piattaforma creata nel 2011 ha oltre 5 milioni di utenti, non è nata per la destra, ma molti utenti di questo fronte politico hanno iniziato a iscriversi dopo che Facebook ha colpito le fake news sul vaccino.

Non solo alternative a WhatsApp ma anche a Twitter

Gab, invece, è la risposta a Twitter. Fondato da Andrew Torba nel 2016, ha un aspetto simile a Twitter e dichiara di avere 3,7 milioni di visitatori mensili nel mondo, con migliaia di utenti che si stanno aggiungendo nelle ultime ore.

Rumble anziché Youtube

C’è poi anche Sfero: il ”primo social network senza cookie” che ospita contributi in forma lunga (articoli e video). Solitamente viene utilizzato da no-mask e no-vax.  Infine, c’è Rumble che si sta esaltando molto nei numeri visto che a differenza degli altri prevede la diffusione di video. Una piattaforma di streaming video alla pari di YouTube ma con limitazioni minime. Di questi tempi, non è poco.

 

 

 

 

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