Polizia penitenziaria, un’altra tragedia: agente in servizio a Rebibbia si toglie la vita impiccandosi

martedì 26 Gennaio 11:31 - di Gianluca Corrente
Rebibbia

Ennesimo dramma. Ennesimo lutto per la Polizia penitenziaria. Un assistente capo coordinatore, in servizio nel carcere di Rebibbia, si è tolto la vita. A darne notizia è il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). L’uomo aveva 48 anni. Si è impiccato in casa durante la notte. «Sembra davvero non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria», commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe. «Siamo sconvolti. L’uomo era benvoluto da tutti. E nessuno ha mai percepito un suo disagio. Importante evitare strumentalizzazioni. Ma fondamentale e necessario è comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l’attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo».

Non solo a Rebibbia, in due anni 15 suicidi

Il suicidio dell’agente di Rebibbia è l’ennesimo di una lunga tragica serie. Tante le proteste, tanti i silenzi del governo. «Negli ultimi due anni sono stati quindici i poliziotti penitenziari che si sono tolti la vita», sottolinea il sindacalista. «Questo è il primo caso di quest’anno. Servono soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del Personale di Polizia Penitenziaria. È necessario strutturare un’apposita direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria. Non si perda altro prezioso tempo che potrebbe costare altre vite umane».

L’aggressione al carcere di Pescara

Qualche giorno fa, ennesima aggressione all’interno di un carcere, stavolta a San Donato di Pescara. La denuncia è arrivata sempre dal sindacato Sappe su un fatto avvenuto nella Sezione 2^ Giudiziaria. Un detenuto ha aggredito inspiegabilmente un assistente della Polizia Penitenziaria nel momento dell’apertura delle celle per l’ora d’aria. La freddezza del sottufficiale ha evitato problemi maggiori anche dopo un secondo tentativo del recluso di aggredire l’agente con l’obiettivo di impossessarsi delle chiavi. Scattato l’allarme, il recluso è stato immobilizzato e calmato.

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