Verifica, il retroscena: Renzi e Letta (Gianni) a tenaglia su Conte. Pressing Ue su Draghi

sabato 19 Dicembre 15:04 - di Michele Pezza
Renzi

Se lo scrive Dagospia, che dei retroscena è una sorta di bibbia laica, ci sarà da credergli. A dar retta al sito fondato da Roberto D’Agostino, l’incontro tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte si sarebbe svolto in un clima glaciale. E si sarebbe concluso ancora peggio: con tanto di pretesa da parte dell’ex-Rottamatore di ricevere una risposta chiara e dettagliata entro il 10 gennaio. Vero è che in questo ultimo anno Renzi ha lanciato più di un penultimatum, puntualmente disatteso, ma è altrettanto vero che il leader di Italia Viva ora può condurre il gioco al riparo dalla minaccia di elezioni anticipate.

Lo scrive Dagospia

Prova ne sia la voce secondo cui, in caso di rottura, Renzi sarebbe pronto a formare un nuovo esecutivo senza Conte. E qui la ricostruzione di Dagospia fa entrare un altro protagonista dei momenti decisivi: Gianni Letta. Anche l’Eminenza azzurrina – stando al retroscena – starebbe lavorando ad un “governo di ricostruzione“. La sua carta segreta (neanche tanto, in verità) sarebbe Mario Draghi. L’ex-presidente della Bce, tuttavia, si muoverebbe solo alle sue condizioni. A cominciare da una maggioranza garantita da un patto scritto da tutte le forze politiche, ad eccezione dei Fratelli d’Italia). A fare pressing su Draghi, riferisce Dagospia, sarebbero state le autorità di Bruxelles, Parigi e Berlino preoccupate dai numeri che hanno accolto in Parlamento la riforma del Mes.

Gelo tra Renzi e Conte

E non è tutto. Un altro indizio delle manovre in corso riguarda Matteo Salvini. A lui l’Europa avrebbe chiesto una sorta di “prova d’amore“: iniziare un tirocinio di un anno di governo di unità nazionale. Nel frattempo, deve liquidare l’alleanza con Marine Le Pen e Afd. Fantapolitica? Si vedrà. Tornando ai temi della verifica imposta da Renzi, spicca quello che in un’intervista al Messaggero la fedelissima Teresa Bellanova individua come «il nodo Servizi». Qui, avverte la capodelegazione di Iv a Palazzo Chigi, «occorrono trasparenza e discontinuità». Per poi concludere: «È inaccettabile la netta sensazione che ci sia una maggioranza nella maggioranza».

 

 

 

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