“Vediamo quando muori”: no vax scatenati contro l’infermiera prima vaccinata d’Italia

martedì 29 Dicembre 13:41 - di Adele Sirocchi

No vax scatenati contro Claudia Alivernini, l’infermiera dell’ospedale Spallanzani di Roma che per prima in Italia si è sottoposta al vaccino anti-Covid. L’infermiera ha chiuso i propri profili social dopo numerosi insulti e minacce di morte comparsi online nei commenti alla notizia della sua vaccinazione e in vari gruppi social. Tra questi la frase choc: “Ora vediamo quando muori”. Non solo: su Instagram sono anche comparsi due profili fake creati a suo nome. Ora la 29enne sta valutando una denuncia alla polizia postale.

No vax contro l’infermiera: insulti e minacce

L’intolleranza dei no vax è cosa nota e purtroppo il dibattito attuale sull’obbligatorietà del vaccino anti Covid non fa che rafforzare gli opposti fanatismi. Lo dimostrano le segnalazioni dei medici all’Ordine perché hanno criticato la gestione del piano vaccinazioni in Italia.

Il medico segnalato all’Ordine

Uno di loro, Mariano Amici di Ardea (Rm), si è così sfogato: “Non sono contro i vaccini e non sono un negazionista, anche perché sono 40 anni che li faccio. Ma lo schifo che ho visto sul vaccino anti-Covid… Quello che contesto è la modalità e cerco di spiegare perché sono contro questa vaccinazione”. Amici aggiunge:  “Sono stato chiamato dall’Omceo Roma perché ci sono state delle segnalazioni e ho risposto a quello che mi contestavano, tutto qui. Non sono un no-vax”.

Per gli infermieri il vaccino è un obbligo morale

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (Fnopi), tra i primi vaccinati al V-Day di domenica 27 dicembre, spiega che per gli infermieri la vaccinazione è un dovere: “Vaccinarsi contro Covid è, per gli infermieri, un obbligo morale. Ma, rispetto a eventuali opposizioni, credo sia importante lavorare a livello culturale più che pensare a imposizioni. Se però lo Stato dovesse decidere per un obbligo legale, noi ovviamente rispetteremo le indicazioni”.

Dal punto di vista generale, però, “per un infermiere vaccinarsi è un dovere verso i cittadini, verso i colleghi e anche verso la scienza nel cui ambito operiamo. Gli infermieri hanno un’etica professionale che li guida, in scienza e coscienza, verso scelte che rispondono al principio inderogabile di tutela della salute delle persone e riconosce il valore delle evidenze scientifiche come base della professione stessa”.

 

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