“Striscia” denuncia lo scempio: stranieri rivendono il cibo avuto in beneficenza. E i buonisti zitti

lunedì 28 Dicembre 18:00 - di Ginevra Sorrentino
Striscia denuncia stranieri che vendono cibo avuto in beneficenza

Striscia la notizia denuncia gli stranieri, sciacalli della beneficenza, che fanno affari d’oro rivendendosi a caro prezzo il cibo avuto, gratis, in beneficenza. Ma i buonisti attaccano Salvini volontario per un giorno…. Le feste di Natale, per quanto blindate, hanno quasi fatto passare sotto silenzio il servizio di Striscia la notizia (qui il video dal sito del programma) firmato da Max Laudadio, che denuncia l’ignobile mercato messo in piedi dagli immigrati soprattutto, fatto con il cibo donato da una delle associazioni di volontariato più attive in città che da tanti anni si occupa di dare da mangiare a tutti quelli che ne hanno più bisogno: quella di Pane quotidiano. Code di centinaia di indigenti, diventate nelle settimane, migliaia di persone in difficoltà, messe in ginocchio dall’emergenza sanitaria e dalle sue restrizioni.

“Striscia la Notizia” denuncia gli stranieri che rivendono cibo della beneficenza

Ebbene, a quelle code fanno da inaccettabile contraltare le immagini registrate dall’inviato del tg satirico di Canale 5, dei mercatini improvvisati soprattutto dagli stranieri sui marciapiedi e sotto le pensiline delle fermate degli autobus. Gruppi di furbetti, prontamente ribattezzati gli sciacalli della beneficenza, che rivendono illegalmente cibo donato loro gratuitamente. Il caso, rilanciato ancora in queste ore sui social, da utenti imbufaliti, continua a far deflagrare, sottotraccia, una bomba a cui l’indifferenza e l’ipocrisia politically correct degli immancabili buonisti, rischia di mettere il silenziatore.

Gli stranieri si fanno beffa della generosità di “Pane quotidiano”

La sede di Pane quotidiano presa a esempio dello scempio perpetrato a danno della sia generosità, è quella di viale Toscana a Milano. Il banco alimentare dove lavorano incessantemente i volontari della nota associazione, è assediato dai bisognosi. E presidiato da persone senza scrupoli che, approfittandosi della generosità dell’iniziativa e del lavoro dei suoi promotori, una volta fatta la coda e ritirato il pacco alimentare, se lo vanno a rivendere, lucrandoci sopra. Uno scandalo denunciato da Striscia già un anno fa. Un bazar della vergogna. Un suk on the road, allestito a cielo aperto, che si fa beffa della crisi di molti, dei bisogni dei più. E, ovviamente, della generosa disponibilità a donare dell’associazionismo e del volontariato. Generi di prima necessità acquisiti gratuitamente. E rivenduti senza vergogna.

Un mercato di gente senza scrupoli che frutta affari d’oro

Senza paura o remora alcuna: un’impresa che frutta affari d’oro. Incrementa il rischio di assembramenti. Evoca la paura del contagio. Una vendita selvaggia che si beffa del dramma scatenato dalla pandemia. Indifferente persino al rispetto della legge e delle forze dell’ordine. Come si vede bene nel video, linkato in apertura e riproposto sui social, il passaggio di una delle auto della polizia locale non suscita la minima perplessità. Non desta il minimo scalpore. Il mercato va avanti. All’arrivo delle telecamere di Striscia la Notizia, si sposta solo qualche metro più in là. Dove lo scempio può proseguire, con somma indignazione dei più. E rimpolpando le tasche di speculatori neanche troppo occulti.

 

 

 

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