Aveva definito “bastardi” Salvini e Meloni. Verona revoca la cittadinanza onoraria a Saviano

giovedì 24 Dicembre 16:33 - di Monica Pucci

Se lui offende i politici, nessuna sollevazione da sinistra, tanto quello del centrodestra si possono definire anche “bastardi” senza nessun imbarazzo per la democrazia. Ma se arriva la decisione di toglierli l’onore della cittadinanza di Verona,  Roberto Saviano non esita a definirsi “vittima” politica del centrodestra, con lo scrittore pronto a farsi difendere dalla solita pletora di intellettuali di sinistra. La revoca della cittadinanza onoraria di Verona allo scrittore di “Gomorra” è stata approvata ieri sera a maggioranza, cancellando la decisione presa nel dicembre del 2008. Secondo il presidente del Consiglio Comunale Ciro Maschio (FdI) – intervistato dall’Adnkronos – “il motivo è che rispetto ad allora, quando Saviano era uno scrittore coraggioso a cui abbiamo dato sostegno per la sua testimonianza nella lotta contro la camorra, in tutti questi anni c’è stata un’escalation di comportamenti e provocazioni assunti da Saviano che più nulla hanno a che fare con la lotta alla mafia”.

FdI di Verona: “Saviano ha mancato di rispetto alle istituzioni”

Di più, secondo il presidente del Consiglio Comunale di Verona, “sono provocazioni che fomentano odio ideologico e rappresentano mancanza di rispetto verso le istituzioni: e la prova è che è stato per questo querelato dall’ex ministro degli interni Salvini, da leader politici democraticamente eletti, dal Sindacato Autonomo di Polizia, dall’Associazione nazionale commercialisti per le sue affermazioni offensive”.

Ciro Maschio tiene però a sottolineare che “il Comune di Verona è da sempre impegnato nella lotta alle mafie, da anni aderisce all’Associazione Avviso Pubblico e alla Reti contro la criminalità. Il Comune di Verona è sempre stato e sempre sarà al fianco di tutti coloro che ogni giorno fanno il proprio dovere, anche senza una ribalta mediatica, nelle lotta alla criminalità organizzata”.

Nei giorni scorsi Giorgia Meloni lo aveva querelato per alcune affermazioni decisamente offensive. Per gli smemorati, questo il video nel quale, a Piazza Pulita, aveva definito Salvini e Meloni “bastardi”.

Il vittimismo dell’autore di “Gomorra”

”Cari amici veronesi, da oggi non sono più un vostro concittadino. Nella giornata di ieri il Consiglio comunale della città di Verona, con i voti di Lega e Fratelli d’Italia, ha deciso di revocare la cittadinanza onoraria che mi era stata conferita nel 2008”. Non perde occasione, Roberto Saviano, sul suo profilo Instagram, per fare la vittima e allargare il tiro alla libertà di espressione. ”Questo provvedimento non riguarda solo me -spiega- ma vuole zittire ogni spinta contraria al pensiero unico dei consiglieri di maggioranza e del loro partito. Un’ideologia che vuole ottundere il pensiero critico e mettere al bando ogni ragionamento e proposta su temi controversi. ‘Non è nostro concittadino chi non la pensa come noi’, ecco cosa vuole dire”. Neanche un accenno alle sue offese, che nulla hanno a che vedere con la libertà di espressione da lui invocata.

Per Feltri e Sgarbi è comunque un errore

E’ stato “un errore” revocare la cittadinanza onoraria di Verona a Roberto Saviano, come è stato deciso ieri nel corso di un consiglio comunale alla luce del fatto che lo scrittore “si è più volte scagliato contro l’ex ministro Matteo Salvini con frasi calunniose”. E’ il pensiero di Vittorio Sgarbi che, conversando con l’Adnkronos, annuncia: “Preso atto della decisione della città veneta, offro a Saviano la cittadinanza onoraria di Sutri, dove sono sindaco, oppure di Urbino dove sono prosindaco”.

La pensa come Sgarbi anche Vittorio Feltri: “Allora quando gliel’hanno data erano cretini. Che senso ha? Gli è stata data e ora se la deve tenere per tutta la vita. Ma ci mancherebbe altro. E’ stato un gesto di simpatia, di apprezzamento. E ora all’improvviso perché uno parla male della Lega, gliela tolgono. Io voglio poter parlare male di tutti senza avere problemi con nessuno. Ci mancherebbe altro”.

 

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