Nuovo attacco di Iv: «La fiducia in Conte non c’è più, l’ha sciupata. Per noi può anche finire qui»

domenica 20 Dicembre 11:55 - di Paolo Sturaro
Conte

«Ad oggi non c’è più la fiducia tra la maggioranza e il premier. Conte l’ha sciupata. La fiducia non c’è più e non solo con noi. Infatti noi diciamo cose che dicono tanti altri partner di maggioranza. Bisogna ricostruirla se si vuole andare avanti». Parole durissime, quelle di Ettore Rosato, vicepresidente Camera e coordinatore di Italia Viva. È ospite di Agenda su Skytg24. «Questo problema o lo risolve il premier o per noi questo governo è finito. Le dimissioni delle ministre Iv non le ha pronte Renzi, le hanno pronte le nostre ministre».

Dito puntato contro Conte

«Anche i ministri M5S non hanno apprezzato che alle 2 di notte ci sia arrivata la suddivisione di 209 mld, senza discuterne con nessuno, secretando progetti». Così Rosato prosegue rispondendo alla conduttrice, che solleva il malcontento dei dem di cui ha parlato Matteo Renzi. «Una suddivisione che Conte pensava alle 9 del mattino il Cdm approvasse, insieme a misure che commissariavano Cdm e Parlamento. O la risolve il premier o per noi il governo è finito».

L’aut aut di Renzi

A Italia Viva, nel breve incontro a Palazzo Chigi con Conte, Matteo Renzi ha indicato un orizzonte che non va oltre i primi di gennaio per le risposte del presidente del Consiglio alle questioni poste da Iv. E senza di queste, per i renziani non c’è nulla da discutere. «Il Cdm sul Recovery? Prima servono le risposte sennò che ci andiamo a fare? Il Recovery può essere gestito solo da un governo nel pieno delle sue funzioni e al momento non sappiamo se c’è o non c’è questo governo…», ha detto all’Adnkronos un big renziano.

I timori del Pd

I dem lo ripetono da giorni. La verifica non può bloccare tutto. C’è da decidere l’allocazione di oltre 200 miliardi e il timore è che la verifica tenga bloccato l’ok alla bozza del Recovery. Approvazione che per il Pd dovrebbe arrivare il prima possibile. I dem chiedono, prima del via libera definitivo al piano, ci sia una discussione in Parlamento e con le parti sociali e i tempi si stanno facendo stretti.

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