Maradona torna utile anche ai pusher: la cocaina era nascosta nelle sue foto

mercoledì 23 Dicembre 16:34 - di Laura Ferrari
Maradona cocaina

Sembravano solo ritratti e innocenti caricature di Maradona. Invece nascondevano cocaina. All’aeroporto di Istanbul sono stati sequestrati “2,6 chili di cocaina” scovati dagli agenti all’interno di 12 immagini che ritraggono El Pibe de Oro, morto lo scorso 25 novembre. È il quotidiano turco Sabah a raccontare dell’operazione scattata ai controlli doganali, quando gli agenti hanno notato il “comportamento sospetto di un 72enne tedesco di origini croate arrivato dalla Colombia”.

Sotto le caricature di Maradona c’era la cocaina

Controllo del bagaglio, cani antidroga in azione e i sospetti circoscritti ai ritratti di Diego Armando Maradona. Gli agenti, si legge, hanno così rimosso il retro delle immagini di varie dimensioni e vi hanno scoperto la cocaina. Il “sospetto”, scrive Sabah, è finito in manette.

Nè alcol nè droga nel corpo del campione argentino

Diego Armando Maradona non aveva invece in corpo né cocaina nè altre droghe o alcol, il giorno della sua morte il 25 novembre scorso. Il Pibe de Oro avrebbe assunto psicofarmaci, ma non medicine per curare il suo problema cardiaco. E’ quanto emergere dai risultati degli esami tossicologici anticipati dal quotidiano La Nacion.

“E’ molto importante non solo ciò che è emerso, ma anche ciò che non è emerso in queste analisi, che a una prima valutazione confermano che a Maradona sono stati somministrati psicofarmaci ma nessuna medicina per la sua malattia cardiaca”, ha detto una fonte coinvolta nelle indagini sulla morte di Maradona, secondo quanto riferito dal quotidiano argentino.

Gli esami tossicologici sul corpo del pibe de oro

Sarebbero infatti almeno quattro gli psicofarmaci assunti da Maradona e alcuni di questi, secondo gli esperti, possono produrre aritmie. Sempre secondo La Nacion, si tratta di medicine solitamente prescritte a pazienti con dipendenza da alcol e sintomi depressivi. Nessuno di questi, a quanto pare, può essere collegato al trattamento di una grave malattia cardiaca come quella di Maradona.

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