Terremoto nel M5S: in quattro lasciano il gruppo alla Camera. Il Mes fa davvero vacillare Conte

giovedì 10 Dicembre 11:37 - di Monica Pucci
Fdi denuncia l'ipocrisia del M5S sul Mes

Terremoto politico nel gruppo dei Cinquestelle alla Camera, il giorno dopo l’approvazione, con polemiche e spaccature interne, della risoluzione di maggioranza sul via libera al Mes nel bilancio comunitario. Un dietro-front, quello dei grillini, l’ennesimo boccone amaro da ingoiare per chi aveva creduto nelle idee del Movimento, che del no al Mes aveva fatto la sua bandiera politica negli ultimi anni. Oggi, le prime conseguenze, con l’addio di tre parlamentari: Carlo Ugo De Girolamo, Mara Lapia e Antonio Lombardo lasciano il gruppo M5S alla Camera. “Abbiamo appena mandato la lettera”, ha annunciato poco fa anche il deputato Fabio Berardini.

Il Mes spacca il M5S e Conte trema

Ieri Berardini, De Girolamo e Lapia hanno votato contro la risoluzione di maggioranza relativa alla riforma del Mes (nella foto la protesta di Fdi contro i grillini che hanno detto sì). Lombardo invece non ha partecipato alla votazione. In mattinata, era stato il deputato Antonio Lombardo ad annunciare il suo addio in un messaggio inviato ai colleghi del gruppo. “Ragazzi, per una questione di correttezza e rispetto nei vostri confronti, prima che lo apprendiate dalle agenzie, vi comunico che sto per lasciare il gruppo parlamentare del M5S. Con stima, un abbraccio a tutti”, scrive Lombarde. Anche il nome di Lombardo figura nella lista dei 13 parlamentari 5 Stelle che ieri non hanno partecipato al voto sulla risoluzione di maggioranza relativa alla riforma del Mes. Un dissenso manifestato nella lettera anti-Mes della scorsa settimana, sottoscritta da Lombardo insieme a molti altri colleghi.

Berardini: “Basta minacce dai vertici del Movimento”

“Noi parlamentari subiamo giornalmente minacce di espulsioni e altri provvedimenti disciplinari se solo ci azzardiamo ad esporre il nostro pensiero. L’approvazione della riforma del Mes è l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Lo dice all’Adnkronos il deputato 5 Stelle Fabio Berardini, spiegando le ragioni dell’addio al gruppo parlamentare. “Non è più possibile rimanere nel Movimento 5 Stelle”.

L’amarezza di Carlo De Girolamo

“Da mesi ormai ‘denunciavo’ la mancanza di ascolto, di condivisione, di sano confronto all’interno del MoVimento. Nessuno si è mai fatto vivo. Al contrario si è perseverato con la logica dell’esclusione. Con questi loro silenzi mi hanno gentilmente accompagnato sull’uscio della porta”, dice all’Adnkronos il deputato Carlo Ugo De Girolamo, spiegando le ragioni del suo addio al M5S. “Quella di ieri poi è stata solo l’ultima goccia che fa traboccare un vaso pieno di tradimenti dei valori fondamentali del MoVimento 5 Stelle ed esprimendo – con coraggio e liberamente – il mio voto secondo coscienza e fedele al programma con cui sono stato eletto, li ho tolti così dall’imbarazzo di dovermi invitare ad uscire”, conclude.

Lapia: “Il Mes ha fatto traboccare il vaso”

L’approvazione della risoluzione che autorizza il governo alla firma della riforma del Mes é l’ultima goccia che fa traboccare un vaso pieno di tradimenti dei valori fondamentali del M5s”, dichiara la deputata Lapia che annuncia così la sua fuoriuscita dal gruppo.

“Il nostro programma elettorale, che avrebbe messo una pietra tombale su un modo di fare politica oramai obsoleto e – dichiara Lapia _ che ha avuto in un primo momento la straordinaria capacità di riavvicinare i cittadini alla gestione della cosa pubblica, era chiarissimo. Tra i punti qualificanti c’era lo smantellamento del Mes, impegno che come tanti altri è stato completamente disatteso. Ora, che il patto con gli elettori è stato nuovamente tradito, io non posso più restare in un Movimento che tratta come carta straccia l’impegno solenne preso con la sottoscrizione di un programma elettorale”.

Le battaglie intestine tra i grillini

Lapia fa riferimento alle innumerevoli battaglie che avrebbero dovuto accompagnare questa legislatura e che , invece, sono rimaste lettera morta. “Dopo oltre due anni e mezzo nulla si è mosso anche sul fronte dell’acqua pubblica. Ed ancora – sottolinea la parlamentare -, ci sono: la mancata legge sul conflitto di interessi, la mancata riforma fiscale e la mancata riforma sulla durata dei processi”.

“Ho visto il sogno del movimento – prosegue Lapia – svanire nel nulla e, di contro, ho assistito all’affermarsi di una politica incapace di rappresentare i valori di giustizia sociali ed equità in cui mi sono sempre riconosciuta. Questo non è più il mio M5s ed è per questa ragione che ho deciso abbandonare il gruppo parlamentare”. “Ciò che invece non abbandonerò mai sono tutte quelle battaglie che il Movimento aveva dichiarato di voler intraprendere. Lavoro, ambiente, green economy, giustizia sociale, legalità, parità di genere: sono questi i campi d’azione – conclude Lapia – dai quali intendo ripartire per onorare il patto di fiducia stretto con gli elettori”.

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