John Le Carré morto a 89 anni, era il maestro della letteratura di spionaggio

lunedì 14 Dicembre 13:06 - di Adele Sirocchi

Lo scrittore britannico John Le Carré, maestro della letteratura di spionaggio, si è spento al Royal Cornwall Hospital di Truro, in Cornovaglia, all’età di 89 anni sabato notte, 12 dicembre, dopo una breve malattia.

Le Carré: il primo romanzo è “Chiamata per il morto”

Le Carré nasce nel 1931 a Poole nel Dorset e si laurea in letteratura tedesca al Lincoln college. Dopo un’esperienza come docente nel 1959 diventa funzionario del Foreign Office. Quando andrà a lavorare al Consolato d’Amburgo entrerà a far parte del servizio M16. Scrive il suo primo romanzo nel 1961 ”Chiamata per il morto”. Nel 1963 il romanzo che lo consacra come grande scrittore: ”La spia che venne dal freddo”.

Le Carré morto a causa di una polmonite

Lo scrittore, diventato famoso in tutto il mondo per i suoi romanzi thriller e di spionaggio è morto a causa di una polmonite. Il suo agente Jonny Geller lo ha descritto come “un gigante indiscusso della letteratura inglese e ha detto di aver perso “un mentore, un’ispirazione e, soprattutto, un amico. Non lo rivedremo più”.

Ha creato il personaggio di George Smiley

Con i suoi romanzi impregnati dell’atmosfera della Guerra Fredda, con la contrapposizione tra le superpotenze mondiali Usa e Urss, e che vedono come protagonista la spia George Smiley, ha fatto scuola e sulla sua scia si sono accodati numerosi imitatori, pochi dei quali però sono riusciti ad eguagliare quella miscela di suspence, brillante scrittura e umorismo sapido che hanno reso grandi i romanzi di questo ex agente segreto prestato alla macchina da scrivere.

Le Carré reclutato dal servizio segreto britannico

Nel 1959 diventa funzionario del Foreign Office, il Ministero degli Esteri britannico. Inizialmente svolge l’incarico di secondo segretario presso l’Ambasciata del Regno Unito a Bonn e successivamente viene trasferito al Consolato di Amburgo, come consigliere politico. In questo periodo viene reclutato dall’MI6, il servizio segreto britannico, svolgendo incarichi da agente fino al 1964.

La storia di Kim Philby

La carriera di Le Carré alle dipendenze del Secret Intelligence Service fu interrotta da Kim Philby, il famigerato agente doppiogiochista al servizio del Kgb, che fece saltare la copertura a molti agenti britannici. Nel 1974 le Carré descrive ed analizza con attenzione la vicenda di Philby ne “La talpa” nel quale il protagonista George Smiley dà la caccia all’infiltrato Gerald.

Giovandosi di quest’esperienza nell’intelligence, assunto il nome di John le Carré, crea nel 1961 il personaggio dell’agente segreto George Smiley, protagonista di molte delle sue fortunate spy stories.

La fine della Guerra Fredda e i successivi romanzi

Dopo la fine della Guerra Fredda, il genere spy story subisce un duro contraccolpo: sembra quasi che sia venuta a mancare la materia prima per la narrazione. La crisi non risparmia neanche l’autore inglese, apparentemente incapace di trovare nuove categorie narrative forti. A sorpresa, Le Carré ha saputo reinventare l’oggetto della propria narrativa: “Il sarto di Panama” (1996) è una storia di spionaggio con risvolti comici; in “Il giardiniere tenace” (2001) ha denunciato il cinismo delle multinazionali farmaceutiche e ha lanciato un grido d’allarme per la tragica situazione africana; in “Il canto della missione” (2006) ha affrontato temi politici e razziali legati alle contraddizioni della globalizzazione.

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