Covid, la terza ondata è sicura. Gennaio e febbraio saranno mesi terribili: lo dicono gli esperti

mercoledì 9 Dicembre 8:53 - di Franco Bianchini
terza ondata

«La terza ondata in queste condizioni è una certezza. Siamo in una situazione grave stabile. Ci attende un inverno preoccupante». Il professor Andrea Crisanti si esprime così a L’aria che tira. «Per un effetto paradosso, una regione preparata dal punto di vista sanitario adotta misure più blande. E consente la maggiore circolazione del virus. Alla fine di questa esperienza, gli indicatori di queste zone andrebbero ripensati. L’obiettivo è mantenere l’attività economica o tutelare la salute? Bisogna trovare il giusto compromesso».

La terza ondata è dietro l’angolo

«Prima che il vaccino abbia effetto passeranno mesi. L’Italia alla fine della prossima settimana sarà il paese con più morti in Europa. Non è qualcosa di cui essere orgogliosi. Natale, con scuole chiuse e fabbriche a ritmo ridotto, va sfruttato per ridurre i contagi», afferma l’esperto.

«Non c’è nemmeno bisogno di previsioni»

«La terza ondata è una certezza in questa situazione, non c’è bisogno di previsioni. Con la riapertura delle scuole e delle attività produttive, abbiamo offerto una grande occasione al virus. I contagi sono esplosi. Dopo l’estate avevamo in mano una situazione gestibile e ce la siamo lasciati sfuggire. I casi residui potevano essere gestiti», ribadisce Crisanti.

Terza ondata, i mesi terribili

Anche Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center, non vede rosa. «La terza ondata della pandemia ci sarà, è naturale. Gennaio e febbraio saranno mesi terribili per tanti motivi», afferma a DiMartedì. «Siamo in una fase di stabilizzazione, i dati ci confortano. L’obiettivo deve essere quello di tenere le persone fuori dagli ospedali. Dobbiamo arrivare ad avere zero pazienti covid in ospedale».

Galli: molto dipende dai comportamenti

Interviene anche Massimo Galli, in un’intervista a La Stampa. «Quando finì la prima ondata, mi chiesero se ci sarebbe stata la seconda. Risposi: non è obbligatoria, ma dipende dai comportamenti di tutti. È ancora così. Purtroppo intanto la seconda ondata ci è costata oltre 25mila morti».

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