Covid, Giulio Tarro a valanga sul vaccino e sugli anticorpi. Ecco che cosa dice (video)

martedì 8 Dicembre 12:01 - di Giorgia Castelli
Tarro

«Molti italiani hanno già sviluppato anticorpi». Il professore Giulio Tarro, intervistato da il Desk.it,  spiega che gli studi effettuati su campioni di popolazione, inducono a pensare che oltre il contatto con il virus un numero consistente di soggetti ha già sviluppato anticorpi. È emblematico lo studio che si è potuto effettuare sulla nave da crociera Diamond Princess che se proiettato sulla popolazione italiana stabilirebbe che circa 11 milioni e 200mila sono entrati in contatto con il virus.

Giulio Tarro: «Parlerei di coda epidemica»

Secondo Tarro, quella che stiamo vivendo più che una seconda ondata è una coda epidemica, conseguenza di scelte politiche come il lasciar aperte le frontiere con nazioni dove erano noti focolai in corso. «Il controllo alle frontiere – spiega –  è quello che ha permesso alla Cina  di non avere più nessun altro caso dopo la loro epidemia». Tarro poi sottolinea che «la necessità di portare all’eccesso il numero di tamponi porterà che una serie di soggetti risulterà positiva non tanto al virus quanto agli anticorpi . Ci troviamo di fronte a situazioni paradossali. Si parla del 10% dei tamponi positivi rispetto a quello che poteva essere a marzo. E poi tutta un’altra situazione che riguarda i non sintomatici. A questo punto si potrebbe parlare di immunità di gregge. Quest’aspetto va approfondito soprattutto col sierologico che permette di vedere gli anticorpi».

Attenzione ai “falsi positivi”

Giulio Tarro poi puntualizza: «Perché dico questo? Perché se viene trovato positivo al tampone un soggetto con anticorpi, per definizione questo è un tampone inattivo. È un falso positivo. Poi dobbiamo sapere che i soggetti della prima Sars sono immuni nei confronti del Covid 19. E poi sappiamo che nel continente africano non c’è una vera e propria epidemia: il 50% della popolazione è immune al coronavirus». Questi dati, spiega, permetteranno poi di avere un quadro più definito. E sui vaccini sottolinea che l’offerta è più ampia di quello che si rappresenta riferendosi ai vaccini russo e cinese. Poi fa presente che l’introduzione nei vaccini occidentali, di un ulteriore elemento come l’acido nucleico, potrebbe interferire con le risposte immunitarie naturali e, questo genera ancora qualche perplessità. «Ci troviamo di fronte a una novità degli acidi nucleici che devono dire ai nostri geni che cosa produrre. Gli ogm sono stati respinti proprio per questo. Bisogna essere molto attenti a utilizzare questi nuovi mezzi vaccinali, anche perché non ci sono ancora lavori pubblicati». (GUARDA L’INTERVISTA pubblicata dal sito Desk.it)

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