Ristoratori chiusi pure a Natale. Vespa furioso col governo: «Capisco le cautele, non i paradossi»

sabato 28 Novembre 17:03 - di Bianca Conte
Vespa contro il governo sui ristoratori

Bruno Vespa scatenato contro il governo in difesa dei ristoratori. Il giornalista Rai, che ormai da tempo si è fatto portavoce delle loro ragioni, rivendicando il diritto a contestare restrizioni e censure inferte dall’esecutivo a colpi di Dpcm, piovuti su un settore in ginocchio, torna sulla questione. Una vexata quaestio rinverdita dalle ultime possibili conferme su coprifuoco e chiusure natalizie. E tuona: «Capisco le cautele, non i paradossi. Per essere rispettata, l’Autorità deve usare il buonsenso».

Bruno Vespa scatenato contro il governo

Già, il buonsenso. Come a dire che le indicazioni del governo, vergate in contrasto all’epidemia di Covid, vanno a colpire un mondo imprenditoriale in particolare. Un settore colpito nuovamente dalle restrizioni dalla prima ora di questa seconda ondata del virus in corso. E quando ancora non si è ripreso dalla crisi provocata – e ora endemizzata – dal lockdown della scorsa primavera. «Posso chiedere che senso ha chiudere i massacratissimi ristoranti a Natale e S. Stefano?», si chiede Vespa provocatoriamente in un tweet. E prosegue: «I posti a tavola sono sempre gli stessi. Si teme l’assembramento psicologico? Capisco le cautele, non i paradossi», conclude nel suo cinguettio esasperato il giornalista, a proposito delle misure a cui il governo starebbe pensando per le prossime festività.

Ristoratori in ginocchio: il tweet di fuoco del giornalista

Una rabbia, quella di Vespa, che trasuda a ogni battuta del post social. Uno sfogo, quello del direttore di Porta a Porta, verbalizzato da subito e maturato nel tempo. Corroborato a ogni intervista sul tema. Esploso a ridosso delle ultime indiscrezioni, secondo cui il governo sembra intenzionato a non ammettere deroghe per il mondo della ristorazione. Neppure per Natale e Santo Stefano. Niente di niente. E dopo aver riservato al settore orari penalizzanti e spazi d’azione limitati all’asporto. Con marchi storici e intere famiglie in crisi conclamata, ora anche i divieti per le feste. Bruno Vespa sbotta: e ogni allusione tra le righe del suo tweet è netta, precisa, circostanziata. Insomma, ogni riferimento che ci si può cogliere, tutt’altro che casuale.

 

 

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