Pugili e trapper di giorno, brutali picchiatori di notte: 4 arresti a Roma (video)

mercoledì 4 Novembre 15:50 - di Penelope Corrado
trapper in manette

Ci sono tre pugili (uno di origini ugandesi) affiliati alla Fpi tra i 4 trapper arrestati per violenze e pestaggi. Hanno tra i 23 e i 36 anni i quattro trapper autori di due violente e brutali aggressioni. Pestaggi consumati tra marzo e aprile a Roma. Sono stati accusati dei reati di sequestro di persona, violenza privata, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Gli arresti sono arrivati a conclusione delle indagini coordinate della procura di Roma e condotte dagli investigatori della Digos della Questura di Roma, diretti da Giampietro Lionetti.

Parrini, Ion e Barilotti: i pugili trapper in manette

C’è anche il pugile professionista Manuel Parrini e Alex Refice, conosciuto nel mondo trap con il nome di Don Sayanbul, tra i quattro arrestati in un’operazione della Digos di Roma. Gli altri due sono il pugile africano Ilunga Omar Nguale, in arte Ion, e un altro pugile professionista Tiziano Barilotti. I primi due, Refice e Parrini, oltre ai fatti contestati oggi si erano resi responsabili, a dicembre dell’anno scorso, anche di una violenza aggressione a un barman dell’Eur che si era rifiutato di servirgli da bere.

Violenza cieca e brutale: nei video le sevizie

Il primo episodio che viene contestato ai quattro arrestati nell’operazione della Digos di Roma risale al 7 marzo 2020. Si consuma, infatti, nella cornice del mondo trapper. Mancano pochi minuti alla mezzanotte quando il branco irrompe in uno studio di registrazione musicale. All’interno ci sono altri trapper. A quel punto i pugili trapper danno il via alla violenza cieca.

I quattro impediscono fisicamente ogni via di fuga, sottolineano gli investigatori. A quel punto, “hanno colpito senza alcuno scrupolo le vittime”, avvalendosi delle tecniche di arti marziali e pugilato. Durante l’aggressione, le vittime, sanguinanti, sono state costrette a restare in ginocchio e con lo sguardo rivolto in basso, “a sottolinearne la sottomissione agli aggressori”. Le violenze si sono protratte per almeno un’ora, fino a quando i quattro si sono allontanati dalla sala di registrazione.

Non si esclude il concorso di altri complici con funzioni di copertura dell’azione in scena all’interno, e sui quali proseguono le indagini volte alla loro identificazione. Tutti gli aggressori sono gravati da precedenti per reati contro la persona, tra cui lesioni personali e rissa, nonché, a diverso titolo, per porto d’armi ed oggetto ad offendere e, in un caso per reati contro il patrimonio.

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