Negazionisti, complottisti… e un po’ fascisti. La Stampa mette in moto la macchina del fango

lunedì 16 Novembre 14:24 - di Adele Sirocchi
articolo sui negazionisti

Il momento è drammatico e occorre stare uniti. Ma i media pro Conte continuano a picchiare duro contro le opposizioni. L’accusa che va per la maggiore è quella di negazionismo. Se poi ci aggiungi quella di complottismo la caricatura è fatta. Il nemico confezionato ad hoc per eccitare gli animi spaventati dal virus. Chi nega è un untore. Chi sta con Conte è il salvatore.

La Stampa e le accuse ai negazionisti

Oggi il compitino lo svolge a dovere il quotidiano la Stampa, il cui direttore Massimo Giannini ha pure toccato con mano l’impreparazione della rete sanitaria dinanzi al virus e lo ha pure scritto. Inchiodando il governo alle sue responsabilità. Tutto dimenticato. Meglio colpire i soliti Salvini e Meloni, quelli che “se ci fossero stati loro al governo avremmo scavato le fosse per i cadaveri” (Zingaretti dixit).

Nel mirino Fratelli d’Italia per un post di un assessore

L’occasione la offre allora un post sconclusionato di un assessore di FdI di Alessandria. Si chiama Cherima Fteita. Che ha scritto di tanto grave? Cose che sono in tanti a dire e a pensare. Ecco il suo post, ora non più visibile: “Tra brevissimo lo Stivale si colorerà tutto di rosso. E durerà fino a maggio. La notizia del vaccino serve per farci accettare il lockdown, nella convinzione che a brevissimo saremo liberi. Invece non arriverà nessun vaccino. Almeno non prima dell’estate”. E dopo? “La grande speculazione finanziaria passerà all’incasso e si porterà via tutto a prezzi stracciati. Come da copione“.

Cosa dice il post incriminato

E ancora: “I complici nostrani di questo scempio epocale hanno fatto di tutto affinché la situazione si ripetesse. Hanno fatto sparire LA CLOROCHINA. Non hanno potenziato LA RETE DI MEDICINA TERRITORIALE per curare i pazienti a casa e abbattere il modello ospedale-centrico, totalmente fallimentare contro questo virus. Non hanno ufficializzato, ancora oggi, un valido ed efficace PROTOCOLLO NAZIONALE DI TERAPIA DOMICILIARE. Il resto l’ha fatto come al solito LA NOSTRA INFORMAZIONE… Sembra di essere tornati ai tempi di Goebbels che indottrinò l’intero popolo tedesco“.

Nel post solo cose già dette e sentite mille volte

Cosa c’è di negazionista in questo post? Nulla. C’è il timore di un lockdown che potrebbe durare fino alla primavera. C’è l’accusa di non avere saputo potenziare la medicina territoriale. C’è la critica a un’informazione sensazionalistica che ha indubbiamente ingenerato angoscia. E poi il monito su una crisi economica che potrebbe rendere appetibili per gli speculatori pezzi importanti del nostro sistema-imprese. Cose appunto dette e ridette. Sentite e strasentite.

Il paragone con Goebbels

Tranne il paragone con Goebbels e il nazismo, che deve aver fatto saltare sulle sedie le solite anime pie. Insomma è il pensiero di questa signora Fteita. Non è un documento politico né una delibera comunale. Invece ne chiedono le dimissioni.

La libertà di pensiero non è più garantita?

Ma nella Costituzione non è garantita la libertà di parola e di pensiero? Evidentemente vale solo per i tifosi del lockdown rigido e prolungato e per i supporter di questo governo. A loro è permesso dire tutto.

La foto di Giorgia Meloni cosa c’entrava?

In ogni caso la Stampa si getta a capofitto sulla malcapitata esponente di FdI, illustrando anche l’articolo con una bella foto della stessa assessora abbracciata a Giorgia Meloni (che pure non ha mai sostenuto tesi negazioniste). E ci si adopera, nell’articolo, ad accomunare negazionismo e complottismo.

Il complotto pluto-demo-sanitario

Il complotto pluto-demo-sanitario – si sostiene – è l’equivalente del complotto demo-pluto-giudaico massonico caro ai fascismi e agli estremismi. In questo modo lo stigma dell’esclusione dal consesso sociale e civile è subito messo a segno. I negazionisti non sono solo nemici della salute pubblica e del bene comune ma anche un po’ fascisti, dunque doppiamente pericolosi (la foto con l’abbraccio alla Meloni sta lì a sostegno della tesi giornalistica infamante).

La tesi di Nicola Porro

Magari è vero quello che dice Nicola Porro: solo chi scrive articoli di questo genere sulla stampa mainstream è convinto che contribuiscano in qualche modo a formare l’opinione pubblica. Invece si tratta dei soliti noti della parrocchietta giornalistica performante, che si leggono e si commentano da soli e tra loro si complimentano per l’arguzia dei rispettivi scritti.

E’ pure vero però che il tentativo di linciaggio ci sta tutto ed è assolutamente ingiustificato, anche perché accostato – nell’articolo – alle prediche complottiste di Radio Maria e alle marce no mask. Ma tant’è. Di questo passo complottisti lo sono un po’ tutti. Basta fare una critica e zac: ti becchi il marchio di negazionista (una malattia mentale, l’ha definita la biologa Barbara Gallavotti).

Antonio Pennacchi e il paragone con l’asiatica

Persino uno scrittore di grido come Antonio Pennacchi, a leggere il suo ultimo romanzo, La strada del mare,  è candidato a finire nel tritacarne dell’accusa di negazionismo. Racconta infatti a un certo punto dell’influenza asiatica, che fece in Italia nel 1957 30mila morti.

Anche Pennacchi negazionista?

“Ma – scrive Pennacchi – non venne chiusa nessuna scuola, nessun bar, nessun cinema, nessuna chiesa fabbrica o ufficio in tutto il paese. Anzi, era un continuo minimizzare, la gente ci scherzava sopra. Un giorno che l’Abruzzese non s’era visto arrivare e Otello e gli altri due – l’Atlante e Di Francia – erano andati a chiamarlo sotto casa, quello s’affacciò tranquillo alla finestra: Non posso venì. Sto a letto coll’asiatica.

Ah, sporcaccione – gli strillò Otello dalla strada: E che je stai a fà a st’asiatica, che je stai a fà?“. E all’epoca l’alto commissario alla Sanità senatore Mott disse pure che l’asiatica era un’influenza come tutte le altre, quindi niente panico. Nel 1957, insomma, l’Italia pullulava di negazionisti. E negazionista sarà pure Pennacchi che lo racconta? Chi lo sa. Bisogna chiedere alla Stampa…

 

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