Lo scivolone del ministro Boccia: vuole dirci pure quando far nascere Gesù. Siamo alla follia

venerdì 27 Novembre 9:02 - di Edoardo Valci
Boccia Gesù

Boccia ci dice pure quando dobbiamo mettere Gesù nella capanna. Ormai è la corsa a chi la spara più grossa. Non si contano più gli scivoloni e le figuracce che rimediano premier, ministri e sottosegretari. Ognuno di loro si autoproclama pater familias. Vogliono dare l’impressione di proteggere tutti. Pretendono di decidere il numero dei posti a tavola. Dicono di lavarsi le mani (come se le persone normali non se le lavassero). E ora anche dispongono quando deve venire alla luce Cristo nel Presepe. «Seguire la messa, e lo dico da cattolico, due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia. Eresia è non accorgersi dei malati». Lo afferma il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia.

FdI: «Boccia su Gesù? Irridere la fede è insopportabile»

È l’ennesima perla dei rossogialli. Immediate le reazioni. «Boccia decide a che ora può nascere Gesù». È quanto dichiara il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida. «Rilascia patenti di ortodossia cristiana e scomunica gli “eretici”. Siamo a un passo dalla Chiesa di Stato modello cinese. Caro Ministro», continua, «irridere la fede è stupido per chiunque ma insopportabile per uno che rappresenta una Nazione come l’Italia».

«Il ministro si scusi immediatamente»

«Ci sono persone», incalza Lollobrigida, «che sono state, e sono tuttora, perseguitate perché difendono i simboli, ciò che rappresentano e le tradizioni legate alla cultura cristiana. Si scusi immediatamente per la ridicola superficialità che accompagna le sue affermazioni».

Lupi e le parole di Boccia su Gesù

Le parole di Boccia su Gesù sono insopportabili. «Il ministro», scrive su Twitter Maurizio Lupi, «ora si candida al ruolo di prefetto della congregazione per la Dottrina della fede. Non pago di dare pagelle e colori alle regioni italiane si lancia in arditi proclami sull’ora di nascita di Gesù e su cosa sia eresia e cosa no. Il sorriso è d’obbligo», conclude il presidente di Noi con l’Italia.

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