Il vaccino italiano anti-Covid funziona: è ben tollerato e la risposta immunitaria è efficace

martedì 24 Novembre 12:56 - di Prisca Righetti
Covid vaccino italiano

Covid, il vaccino italiano è un successo. La sperimentazione conferma che è ben tollerato e che induce a una risposta immunitaria al 70%. Dopo gli annunci dei giorni scorsi, avanza anche la ricerca sul candidato vaccino tutto italiano studiato con Oxford contro il Covid-19. ReiThera fa sapere infatti che il suo candidato vaccino Grad-Cov2 procede spedito alla meta dell’immunizzazione. Un’affermazione made in Italy che accende le speranze e conforta a suon di dati e riscontri sull’epidemia in corso.

Covid, il vaccino italiano funziona

ReiThera, dunque, afferma che il vaccino italiano «è ben tollerato e induce risposta immunitaria nei soggetti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni». La Fase 1 –che valuta il candidato vaccino su 90 volontari sani – avanza ora nei soggetti più anziani, tra i 65 e gli 85 anni, ha reso noto l’azienda. Comunicando oggi l’aggiornamento sullo studio clinico di Fase 1 del suo candidato vaccino, attualmente in via di svolgimento. Lo studio, elaborato e condotto in collaborazione con l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, ha ricevuto finanziamenti dal Mur – Ministero della Ricerca – e dalla Regione Lazio. Un investimento che sta dando i frutti sperati.

Covid, vaccino italiano: i primi risultati

Tutto torna: studi e test. Prove e verifiche. Dinamiche e tempistiche. La società di Castel Romano, in provincia di Roma, snocciola i risultati attesi. E fa sapere che la sperimentazione sta procedendo «secondo le tempistiche previste». E che la somministrazione del vaccino e la valutazione iniziale sul primo gruppo di volontari sani tra 18 e 55 anni «è stata completata positivamente». I risultati preliminari riguardanti questo gruppo, che è stato suddiviso in 3 sotto-gruppi di 15 soggetti ciascuno, per valutare diverse dosi di vaccino, hanno mostrato che il Grad-Cov2 «è stato ben tollerato. E ha generato, a tutte e tre le dosi testate, anticorpi che si legano alla proteina Spike del virus, oltre a linfociti T specifici».

«Progressi nella Fase 1», la sperimentazione prosegue

La sperimentazione prosegue per indagare le risposte al vaccino nei tre nuovi sotto-gruppi, composti da soggetti in buona salute tra i 65 e gli 85 anni. I risultati dello studio dovrebbero consentire la selezione della dose di vaccino per ulteriori sperimentazioni cliniche di Fase 2 e 3. «Stiamo facendo progressi nella Fase 1 di sperimentazione del Grad-Cov2. Abbiamo completato la prima parte esattamente come pianificato. I primi risultati mostrano come, nei soggetti più giovani, il nostro candidato vaccino è ben tollerato e in grado di stimolare risposte immunitarie contro Sars-CoV-2. Tale risultato ci ha consentito di passare alla vaccinazione dei soggetti più anziani», ha detto l’amministratore delegato di ReiThera, Antonella Folgori.

Procede l’arruolamento dei volontari più anziani

«L’arruolamento dei volontari più anziani sta procedendo come previsto», prosegue l’esperta. «Prevediamo di comunicare entro la fine dell’anno i primi risultati dello studio, insieme al piano per studi internazionali più ampi». E ancora: «Siamo grati ai partner con cui collaboriamo nella realizzazione di questo studio: l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, con cui il vaccino è stato progettato. E l’Ospedale Universitario GB Rossi di Verona. Siamo particolarmente riconoscenti ai tanti volontari che hanno partecipato alla sperimentazione. Si tratta di un grande sforzo collaborativo – ha poi concluso la Folgori – per raggiungere un obiettivo comune».

Covid, vaccino italiano: le altre partnership europee

ReiThera vanta una lunga esperienza nella manifattura Gmp di vettori virali. Parallelamente al lavoro portato avanti in Italia, l’azienda sta collaborando in Germania con Leukocare per sviluppare una formulazione termostabile del vaccino Grad-cov2. In Belgio, in partnership con Univercells, l’azienda sta ulteriormente sviluppando il processo che consentirà una produzione del vaccino rapida e su larga scala. Ma quali sono le caratteristiche del candidato vaccino sviluppato da ReiThera? Questo prodotto «è basato su un vettore adenovirale (chiamato Grad), derivante dalle scimmie (gorilla) e modificato affinché non possa replicarsi», spiegano dall’azienda di Castel Romano. Questo vettore, brevettato da ReiThera, codifica l’intera proteina Spike, che consente al nuovo coronavirus di entrare nelle cellule umane.

L’analisi dei vettori derivanti dalle scimmie

Lo studio è partito dalla considerazione che i vettori adenovirali derivanti dalle scimmie (Sad) sono stati ampiamente utilizzati per sviluppare vaccini genetici sperimentali contro diverse malattie infettive: tra cui Ebola e Rsv (Virus respiratorio sinciziale). Questi vettori sono stati somministrati in studi clinici in fase iniziale ed avanzata a diverse migliaia di individui di popolazioni diverse, inclusi anziani e neonati. Prove cliniche e precliniche hanno dimostrato che la tecnologia del vaccino di ReiThera «è sicura e genera forti risposte immunitarie sia T cellulari che anticorpali».

Uno studio orgogliosamente “Made in Italy”

Il nuovo vettore Grad di ReiThera appartiene agli adenovirus di tipo C, che sono considerati tra i vettori più potenti da usare come vaccini. E hanno allo stesso tempo una bassa sieroprevalenza negli esseri umani. Questo significa che l’immunogenicità del vaccino «non è ostacolata da preesistenti anticorpi anti-adenovirus umani», spiegano dall’azienda di Castel Romano. Confermando risposte efficaci dello studio. E il successo di un vaccino orgogliosamente Made in Italy.

 

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