Il medico dell’ospedale Covid: «Qui c’è l’inferno, stiamo collassando. Tanti hanno bisogno di aiuto»

venerdì 6 Novembre 9:00 - di Liliana Giobbi
ospedale covid

«Speravo che questo momento non sarebbe mai arrivato. E speravo che saremmo riusciti in qualche modo a combattere questo nemico invisibile». Saremmo riusciti «osservando le regole che la civiltà imponeva. Adesso è tardi». È lo sfogo di Alessandra D’Angelo, medico dell’ospedale Covid di Partinico. Ha postato su Facebook una fotografia, diventata virale, di una fila di ambulanze. Avviene davanti all’ingresso della struttura che è alle porte di Palermo dove sono ricoverati 96 pazienti. «Tredici sono ricoverati in terapia intensiva», come spiega all’Adnkronos il direttore dell’ospedale Vincenzo Provenzano.

Le parole del medico dell’ospedale Covid

«Dobbiamo affrontare a mani nude, inermi, questa valanga, questo tsunami. Non mostrerò le mie foto in questa pagina con imbracatura tute, maschere visiere. Avete già visto tanto sul web. E anche da noi è così». Nell’ospedale Covid c’è dolore, c’è rabbia. «Non siamo da meno degli altri. L’esibizione dei nostri sacrifici toglierebbe spazio a tutte le persone che sono davvero le protagoniste di questo momento. Cioè i malati. Coloro che soffrono perché non riescono a respirare da soli e hanno bisogno di aiuto, di noi. Si declamava tanto a marzo state a casa», dice.

L’appello: «State a casa, al pronto soccorso solo chi ha bisogno»

«Lo ripeto da sola. Ma a gran voce State a casa! E se avete solo la febbre non venite in pronto soccorso. Lasciate questa porta aperta solo per chi ha difficoltà respiratorie, non intasate i Pronto soccorso. Stiamo collassando», denuncia dall’ospedale Covid. «Aiutateci ad aiutarvi. Siamo qui per questo. E nonostante il comportamento sconsiderato e menefreghista di molti, siamo qui per tutti. Insieme ce la faremo, ma insieme, ciascuno con la responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Tutti gli altri, sia quelli che conosciamo, che gli estranei, perché su questa Terra siamo tutti fratelli! Che il Signore ci aiuti e ci protegga».

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