Galli fa il “compagno”: «Sono sempre stato di sinistra e sessantottino». Aveva ragione Zangrillo

lunedì 16 Novembre 8:44 - di Paolo Sturaro

«Sono ancora di sinistra? Lo sono sempre stato in vita mia». Lo confessa il professor Massimo Galli, direttore di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano.  si esprime così a L’aria di domenica. «Avevo 17 anni nel ’68», dice a L’aria di domenica. «Come molti coetanei ho fatto parte di una cultura che non rinnego nemmeno per un pezzettino. Sono consapevole che il tempo passi e la storia si modifichi. Ma questo non significa rinnegare. Sono ancora di sinistra? Lo sono sempre stato in vita mia».

Galli continua con le polemiche

Parla con scadenza quasi quotidiana, dà interviste a tutti. Ma dice di non apprezzare particolarmente telecamere e microfoni. In particolare se le posizioni espresse da medici e scienziati confluiscono in un generale “derby dei virologi”. «Sono tentato di fare un periodo di wash out completo, l’unica fede che ho è quella calcistica ben definita. Lo sanno tutti che sono interista. Molto francamente, credo vada considerato il fatto che ci sono posizioni derivate da dati scientifici. Altre invece sono legate a ipotesi campate in aria o previsioni che si rivelano fallaci. Non trovo nessun gusto ad aver ragione».

«Ci metto la faccia»

«Tutti quelli che si sono espressi con cautele basate sui dati sarebbero stati felici di avere torto. Non abbiamo gran voglia di continuare a mettere la faccia in questioni che sarebbero di competenza altrui. Lo faccio, anche se non ho libri da promuovere, candidature o interessi specifici», aggiunge Galli.

Zangrillo aveva smascherato Galli

Aveva quindi ragione Zangrillo quando sosteneva la tendenza al rosso del virologo. «Questo accusare senza mai fare chiaramente il nome», aveva tuonato Zangrillo contro Galli, «è probabilmente figlio della sua antica militanza sessantottina di cui lui si fa vanto. Il nemico veniva additato, senza nominarlo. Ma il professor Galli ha un modo molto semplice di risolvere il suo problema: faccia una denuncia contro di me alla Procura della Repubblica, e la finiamo qua».

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