Covid, Galli si leva il camice e si autocandida volontario: «Mi offro per il vaccino»

sabato 21 Novembre 15:32 - di Prisca Righetti
Covid vaccino Galli

Covid, (anche) il vaccino divide il fronte dei virologi. Così, dopo le dichiarazioni di Crisanti che sulla corsa della sperimentazione e l’annuncio dei primi vaccini pronti, ha invitato a fare un passo indietro. Tra fuoco amico e recriminazioni, il dibattito infiamma le platee. E scende in campo anche il direttore di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli. Il quale, intervistato da Rtl 102.5 all’interno di Non Stop News, esordisce dicendo: «La posizione di Crisanti, che ha tutta la mia stima, è stata travisata. Era seccato di continuare a vedere annunci sui media sul vaccino e non dati concreti». Quindi, ne approfitta per dare l’annuncio: «Credo che potrò iniziare una sperimentazione molto presto su uno dei vaccini anti Covid presso il mio centro (ospedale Sacco, ndr). Credo che se scoprirò che il ruolo di principal investigator e di responsabile non è in conflitto con quello di volontario, sarò tra i primi a fare questa vaccinazione».

Covid, Galli si autocandida volontario per il vaccino

Dunque, il professor Galli, che abbiamo imparato a conoscere e a frequentare – televisivamente – orami quotidianamente da quanto è esplosa la pandemia da Covid, chiarisce subito da che parte sta. E nell’argomentare la sua auto-candidatura come volontario per il vaccino, spiega: «La nota di ottimismo che mi sento di dare arriva dal vaccino. Siamo tutti un po’ indispettiti dalla politica degli annunci. Continuiamo a vedere una gara a chi ha il vaccino migliore. Se questa fosse una gara nei fatti e non solo negli annunci, sarebbe una bellissima cosa», aggiunge il virologo del Sacco, facendo riferimento tra le righe alle polemiche sulle dichiarazioni del collega Andrea Crisanti che ha avanzato dubbi sulla sicurezza del vaccino. E dichiarato nettamente: «Senza dati a gennaio non lo farei».

E sui rischi legati al Natale…

Non solo. Affrontando la questione a tutto campo, Galli è anche tornato sui rischi legati al Natale. Un tema assai delicato in via di svolgimento, sul quale il professore milanese ha ammesso: «Ho giurato a me stesso che avrei parlato del Natale solo per fare gli auguri ai parenti. Perché credo che sia compito di qualcun altro metterci la faccia da questo punto di vista. Una cosa è certa. Non possiamo aspettarci di far finta che non sia accaduto nulla. Dobbiamo evitare di fare a Natale quello che abbiamo fatto a Ferragosto. Mi auguro che la lezione pesante estiva sia stata imparata», ha sottolineato Galli. Il quale, non ancora pago, per dare man forte alle sue argomentazioni teoriche, torna a snocciolare dati e numeri dell’epidemia…

«Dobbiamo evitare infettare i nostri nonni»

«Dalla fine del lockdown a oggi 12.000 morti causati dal virus. Gran parte di questi morti poteva essere evitata con comportamenti responsabili – ha spiegato Galli – ma anche con indicazioni responsabili da parte delle autorità. Non ci si possono palleggiare responsabilità. Non cerchiamo sconti. Il Natale responsabile è un natale che deve evitare di infettare i nostri nonni»…

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