Covid, dieci regioni sono ad alto rischio. E in 17 è boom di ricoveri nelle terapie intensive

venerdì 27 Novembre 17:34 - di Fortunata Cerri
Regioni

Rt a 1,08 e 10 regioni ancora a rischio alto. È quanto si legge nella bozza del report Iss-ministero della Salute relativo al monitoraggio dell’epidemia di coronavirus in Italia. Secondo il documento relativo alla settimana dal 16 al 22 novembre, con aggiornamenti al 25 novembre, «nel periodo 4-17 novembre l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,08 (95% CI: 0,91-1,25)». Inoltre si riscontrano «valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni e Province italiane». Mentre in 4 Regioni l’Rt puntuale è inferiore a 1 anche nel suo intervallo di confidenza maggiore, «indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità».

Allerta in 17 regioni per i ricoveri

Nonostante la frenata di Covid-19, «sono state riportate allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali in quasi tutte le Regioni o Province autonome». L’analisi è relativa al periodo 16-22 novembre, con dati aggiornati al 25. Ebbene, «17 regioni al giorno 24 novembre avevano superato almeno una soglia critica in area medica o terapia intensiva. Nel caso si mantenga l’attuale trasmissibilità, quasi tutte le Regioni o Province autonome hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese».

Sale il numero dei ricoverati in terapia intensiva

Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 3.612 (17 novembre) a 3.816 (24 novembre). Mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 33.074 (17/11) a 34.577 (24/11).

Regioni: diminuzione nell’incidenza a livello nazionale

«Questa settimana si osserva per la prima volta in varie settimane una diminuzione nell’incidenza a livello nazionale». Delle infezioni da coronavirus Sars-CoV-2 «negli ultimi 14 giorni (706,27 per 100mila abitanti nel periodo 9-22 novembre vs 732,6 per 100mila abitanti nel periodo 2-15 novembre), sebbene questa rimanga a livelli molto alti. In diverse Regioni, tuttavia, si continua a segnalare un’incidenza in aumento», si legge nella bozza.

Le misure vanno rispettate

«Questo andamento – precisano gli esperti – non deve portare a un rilassamento prematuro delle misure o a un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti». Pertanto «si conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale – si raccomanda – che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie, e di rimanere a casa il più possibile».

Uso corretto delle mascherine

Si ricorda che «è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine». Si ribadisce infine «la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi».

Rischio alto di epidemia non controllata

Nella settimana di monitoraggio «quasi tutte le Regioni o Province autonome sono ancora classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio. O a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. In particolare, 10 Regioni o Province autonome sono classificate a rischio alto di una trasmissione di Sars-CoV-2».

Ecco le Regioni a rischio

In una tabella del report si legge che le 10 Regioni a rischio alto o equiparato ad alto sono: Abruzzo, Calabria (non valutabile), Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Pa Bolzano, Puglia, Sardegna e Toscana. La Calabria «è considerata a rischio alto a titolo precauzionale – si precisa – in quanto non valutabile in modo attendibile per completezza del dato di sorveglianza insufficiente al momento della valutazione anche per la stima dell’Rt».

Fra le 10 Regioni, «9 sono state classificate a rischio alto o equiparate a rischio alto per 3 o più settimane consecutive». E «questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale in base al documento “Prevenzione e risposta a Covid-19 trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre».

Sette regioni a rischio elevato di progredire

«Delle 10 aree a rischio alto o ad esso equiparate – prosegue il report – 5 presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2. E le 5 restanti hanno uno scenario di tipo 1, tranne in un caso». Appunto «in cui tale classificazione non è considerata affidabile per incompletezza dei dati. Le rimanenti sono classificate a rischio moderato. Di cui 7 con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. E presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2 in 2 di queste. E con uno scenario di tipo 1 per la rimanente».

 

 

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