Covid, Bonaccini su Fb: «Vi aggiorno. Sono ancora positivo, ho la polmonite bilaterale. Mi curo a casa»

13 Nov 2020 13:16 - di Redazione
Covid Bonaccini

Covid, Bonaccini in un post su Facebook fa il punto sulle proprie condizioni di salute e scrive: «Il nuovo tampone di controllo purtroppo è risultato positivo. E mi hanno diagnosticato una polmonite bilaterale ad uno stadio iniziale».

Covid, Bonaccini: il tampone di controllo è positivo

Il governatore dell’Emilia Romagna, dunque, è ancora nella morsa del Covid. tampone di controllo e diagnosi clinica lo confermano, attestando come i sinotmi del virus persistano. Costantemente monitorato, nel suo post Bonaccini rassicura i cittadini aggiungendo anche che: «Al momento, i medici ritengono che possa essere adeguatamente curato da casa, senza dover essere ricoverato. E questo è almeno un sollievo. Ho massima fiducia nella loro valutazione e mi affido alla loro capacità e alle loro cure. Continuerò dunque a lavorare da casa, rinunciando magari a qualche eccesso di stress che in questi mesi non mi ha certo aiutato. Ma non mi fermo»…

Bonaccini firma la nuova ordinanza: varate nuove restrizioni

Quindi, spiegando l’ordinanza della Regione firmata ieri, il governatore dem aggiunge: «Noi dobbiamo contrastare il Covid e la sua avanzata fino a quando non ci sarà il vaccino per tutti. Ma temo serviranno ancora diversi mesi. E dunque non ci sono scorciatoie». Dunque, «ieri – prosegue il governatore – ho assunto una nuova ordinanza, che contiene ulteriori misure e restrizioni. L’ho fatto col cuore pesante perché so bene che dietro ogni sospensione o limitazione delle imprese e del lavoro ci sono persone e famiglie che vanno ancor più in difficoltà. E dopo mesi già difficili». Tanto che il governatore conclude il post rilevando: «So anche che ogni limitazione delle libertà personali è un sacrificio, soprattutto quando si protrae così a lungo nel tempo. Ma serve fare un altro sforzo. E dobbiamo farlo tutti, proprio tutti, nessuno escluso. Perché dobbiamo impedire al virus di nutrirsi di sottovalutazione e insofferenza».

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