“C’è il Mossad dietro l’uccisione dello scienziato iraniano”. Da Washington arrivano conferme

sabato 28 Novembre 13:16 - di Laura Ferrari
uccisione scienziato iraniano

C’è Israele dietro l’uccisione dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh, considerato dall’intelligence Usa e di Israele la mente dei programmi segreti della Repubblica Islamica. Lo hanno detto al New York Times un funzionario americano e due ufficiali dell’intelligence.

Chi era lo scienziato iraniano ucciso

L’agguato a Fakhrizadeh è avvenuto a Damavand, nella provincia di Teheran. Gli attentatori hanno avviato un conflitto armato con le sue guardie del corpo. Una dinamica  confermata dalle Guardie rivoluzionarie iraniane di cui lo scienziato era anche generale di brigata. “Un’auto è esplosa davanti al suo veicolo. A quel punto i terroristi hanno aperto il fuoco” uccidendo lo scienziato e una delle sue guardie del corpo. Questa la versione ufficiale del governo iraniano.

Il fisico che ha operato nell’ombra è stato nominato per la prima volta dal primo ministro israeliano Netanyahu nell’aprile 2018, in tv dopo che il Mossad aveva reso pubblico il vasto archivio nucleare dell’Iran da un magazzino segreto a Teheran. Il premier israelianoa aveva mostrato una fotografia, dicendo: “Ricordate questo nome, Fakhrizadeh”. Secondo l’intelligence israeliana il Centro di ricerca sulla fisica dell’Iran (PHRC) era in realtà una organizzazione militare.

L’uccisione dello scienziato iraniano era “annunciata”

L’Iran ha invece sempre rivendicato gli scopi pacifici del suo programma nucleare. Per Michael P. Mulroy, ex responsabile della politica per il Medio Oriente al Pentagono, l’uccisione di Fakhrizadeh rappresenta “una battuta d’arresto per il programma nucleare dell’Iran”.

L'annuncio di due anni fa

E quanto avvenuto potrebbe complicare il lavoro di Biden per un rilancio dell’accordo internazionale sul nucleare iraniano, sottoscritto nel 2015 all’epoca dell’Amministrazione Obama, da cui gli Usa di Donald Trump si sono ritirati nel 2018 ripristinando le sanzioni contro l’Iran, che a sua volta ha fatto marcia indietro rispetto ad alcuni impegni.

Fakhrizadeh come Soleimani

Non manca un collegamento con l’uccisione, lo scorso 3 gennaio in un attacco americano a Baghdad, del generale iraniano Qassem Soleimani. “Soleimani e Fakhrizadeh erano gli architetti di due pilastri della politica di sicurezza dell’Iran: il programma nucleare e il ‘proxy model’ – ha commentato Ariane Tabatabai, esperta iraniana del German Marshall Fund of the United States – Entrambi hanno contribuito a creare l’infrastruttura e a sviluppare i programmi. Ma la loro scomparsa non porterà a cambiamenti fondamentali perché le istituzioni continueranno i loro progetti”.

Israele “pensa di creare il caos e di trascinare la regione nell’insicurezza, ma sa che non riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi malvagi”. Si è espresso così il presidente iraniano Hassan Rohani durante una riunione della task foce coronavirus nel corso della quale ha parlato dell’uccisione dello scienziato Mohsen Fakhrizadeh.

Rohani: “Il delitto non resterà impunito”

“Ancora una volta la popolazione di questo Paese e il mondo hanno assistito a un attacco terroristico sferrato contro un importante scienziato iraniano che ha dedicato le sue attività di ricerca alla battaglia contro il coronavirus e alla produzione di test diagnostici per il coronavirus”, ha sostenuto Rohani nelle dichiarazioni riportate dall’agenzia Mehr dopo che il presidente iraniano ha promesso che la Repubblica Islamica “non lascerà senza risposta” l’omicidio di Fakhrizadeh, che risponderà “al momento opportuno” e che è “troppo intelligente per cadere nella trappola della cospirazione sionista”.

 

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