Caso Morra, il centrodestra non fa sconti: «Deve dimettersi». Il M5S: «No, si è scusato»

martedì 24 Novembre 18:31 - di Redazione
Morra

Un lungo, calorosissimo applauso. Che più delle parole e delle dichiarazioni di questi giorni è riuscito a dare l’esatta dimensione dell’isolamento in cui si trova il grillino Nicola Morra. Una vera standing ovation in ricordo di Jole Santelli, che ha fatto giustizia di tutte le scellerate insulsaggini propalate dal presidente della commissione Antimafia. A scatenarlo, le parole con cui il presidente di turno Ettore Rosato ha dichiarato chiuso il dibattito alla Camera sulle dichiarazioni di Morra. Eccole: «Dobbiamo in questa aula riconfermare l’affetto e la stima nei confronti di Jole Santelli e della sua famiglia per essere stata richiamata in causa nel dolore di questi giorni».

«Troppo gravi le offese alla Santelli»

Sotto il profilo politico, resta in piedi la richiesta di sue dimissioni da parte del centrodestra. Richiesta arrivata anche da una conferenza stampa congiunta tenuta al Senato dall’opposizione. «La maggioranza, e in particolare il M5S, porti Morra alle dimissioni», ha detto l‘azzurra Anna Maria Bernini. Toni perentori anche da Mariastella Gelmini: «Forza Italia non parteciperà alle sedute dell’Antimafia finché non ci saranno le dimissioni». Più nel merito l’intervento del leghista Romeo. «In questi due anni e mezzo – ha detto – quali sono i risultati dell’Antimafia?».

I grillini: «Accontentatevi delle scuse di Morra»

Senza sconti anche la posizione di FdI. «Siamo rimasti basiti davanti alle dichiarazioni di Morra – ha incalzato Wanda Ferro -. Spero – ha aggiunto – che attraverso la lettera mandata a Fico e Casellati ci sia la volontà di riflettere sul da farsi». «Morra – ha rincarato la dose il forzista Roberto Occhiuto ha aspettato che la Santelli morisse per levarsi dei sassolini dalle scarpe. Noi chiediamo le sue dimissioni». Al M5S non è rimasto altro che rintanarsi nel guscio dell’antimafia di professione. «Le parole sono importanti e le scuse sono arrivate – è la difesa di Davide Ajello -. Ma non vorrei si voglia sviare il dibattito su altre questioni quando il tema è il voto di scambio e il concorso esterno in associazione mafiosa».

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