CasaPound, tre militanti agli arresti a Firenze. La loro colpa? Hanno fatto un volantinaggio (video)

mercoledì 25 Novembre 15:14 - di Redazione
CasaPound

Questa mattina tre militanti del Blocco Studentesco, che fa capo a CasaPound, di 20, 21 e 22 anni, incensurati, sono stati posti agli arresti domiciliari. La misura nasce da un’iniziativa che risale al 2 ottobre scorso. I ragazzi avevano lanciato alcuni volantini all’interno del liceo Galileo Galilei, a Firenze, per protestare contro il rischio di chiusura delle scuole.

CasaPound: il blitz a Firenze era pacifico

Un blitz assolutamente pacifico, realizzato in decine di altri istituti da Nord a Sud. Per questo gli arresti domiciliari (il Pm aveva persino chiesto la custodia cautelare in carcere) decisi dal Gip appaiono assolutamente sproporzionati.  Il reato di cui sono accusati è “violenza ad un corpo amministrativo”, che prevede pene tra i 3 e i 15 anni, per un semplice volantinaggio.

CasaPound: il preside del Pd ha voluto l’accanimento giudiziario?

“La natura politica ad opera di un sistema facente riferimento al Partito Democratico è evidente – protesta CasaPound – Del resto l’azione, puramente dimostrativa, c’è stata nei licei di tutta Italia senza conseguenze: perché a Firenze tanto accanimento giudiziario? La risposta è forse anche nell’appartenenza al Pd del preside del Galileo Galilei, Alessandro Giorni, candidato con i dem anche alle ultime elezioni amministrative a Prato e membro della segreteria politica del partito”.

Il video dell’iniziativa smentisce chi parla di spintoni

Nell’ordinanza di custodia cautelare contro i tre ventenni incensurati si parla di spintoni e violenza contro il corpo docente e il preside stesso: tuttavia i video pubblicati relativi al volantinaggio e l’assenza di referti testimonino il contrario. L’azione si è svolta senza alcun atto violento verso i professori. Del resto l’azione non era contro il corpo docente, semmai i contro le misure del governo Conte. Eseguita dalla Digos fiorentina anche una perquisizione nei confronti di un quarto giovane militante fiorentino, anch’esso indagato per lo stesso reato. Le indagini proseguono per risalire agli altri partecipanti all’irruzione.

 

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