Becciu querela l’Espresso: accuse infondate, devolverò il risarcimento per opere caritatevoli

mercoledì 18 Novembre 16:05 - di Roberto Frulli
BECCIU

Il cardinale Angelo Becciu querela L’Espresso chiedendo un cospicuo risarcimento danni che devolverà in opere caritatevoli.
Motivo? Il periodico lo ha accusato addirittura di essere “protagonista” di una sorta di “associazione a delinquere” che gestisce in maniera più che disinvolta i soldi del Vaticano, come l’Obolo di San Pietro e le casse della Segreteria di Stato, in particolare per ciò che riguarda gli investimenti. Una delle vicende riguarda la compravendita del palazzo londinese di Sloane Avenue per 160 milioni di euro. Ma non solo.

L’alto prelato investito dalle accuse nega con decisione quanto gli è stato attribuito, rivendica di aver agito correttamente e di essere sempre stato fedele al Papa. E sostiene che c’è stato un falso complotto contro il cardinale australiano Pell accusato di pedofilia svelando ingerenze per condizionare il processo.

Becciu, al quale Bergoglio ha tolto all’improvviso le responsabilità del suo ruolo di vertice, assicura che ogni accusa contro di lui per i fondi del Vaticano che avrebbe dirottato verso i suoi familiari è stata già smontata in maniera documentale. E garantisce che metterà in campo ogni energia necessaria per ristabilire la verità in quella che ritiene essere una campagna stampa che ha creato un danno planetario alla Chiesa e a lui stesso.

“A fronte della campagna di stampa che “L’Espresso” sin dal 24 settembre scorso, ha condotto seza soluzione di continuità in relazione alla mia persona con una serie di accuse, tutte assolutamente prive di fondamento, ho promosso azione civile, tramite lo studio legale Callipari del Foro di Verona, per il risarcimento degli enormi danni patiti”, rivela il cardinal Becciu.

“La documentazione presentata al Tribunale – assicura Becciu – prova l’assoluta infondatezza delle ricostruzioni pubblicate a più riprese dal citato settimanale”.

“Il diritto-dovere di informare non ha nulla a che vedere con quanto è stato scritto nei miei confronti in un crescendo di distorsioni della realtà che hanno deliberatamente massacrato e deformato la mia immagine di uomo e di sacerdote“, contesta Becciu.

“Anche alla luce dell’estrema gravità delle infondate accuse, chi si è reso protagonista di queste propalazioni ne risponderà davanti ai giudici“, avverte il cardinale. Che annuncia: L’Espresso “risponderà, peraltro, di avermi fatto passare per “indagato” senza che io abbia mai ricevuto alcuna comunicazione giudiziaria né dalla giustizia vaticana né da quella italiana”.

Becciu sostiene di aver “smontato una a una”, in maniera documentale, le “condotte deprecabili” di cui è stato accusato dall’Epresso. “A partire – sottolinea – proprio da quella più dolorosa di aver distratto fondi, della Chiesa e dei fedeli, in favore dei miei familiari. Fino al fantasioso complotto ai danni del cardinale Pell, con ingerenze illecite dirette a condizionare il suo processo. Tutto falso”.

Il cardinale definisce quelle de L’Espresso “eccentriche inchieste” che hanno provocato un “danno planetario” a lui “e, quel che è più importante, alla Chiesa tutta”.

Di qui la “richiesta di un cospicuo risarcimento, da devolvere interamente per opere caritatevoli“, assicura Becciu.

Quanto al suo futuro, il cardinale rimosso da Bergoglio non ha dubbi: “Continuerò a servire la Chiesa. E a essere totalmente fedele al Santo Padre e alla Sua Missione. Ma – avverte – spenderò ogni mia residua energia per fare in modo che, anche a Loro tutela, sia ristabilita la verità attraverso gli accertamenti giudiziari che ho promosso e che sarò eventualmente costretto a promuovere, anche in sede penale, tramite l’avvocato Fabio Viglione, ove dovessero proseguire le gravi e diffamatorie mistificazioni della realtà sul mio conto”.

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