Si va verso lo stato d’emergenza fino al 31 gennaio. Il governo pensa a una maratona tv stile Telethon

giovedì 1 Ottobre 8:22 - di Paolo Sturaro
stato d'emergenza

A quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti, il governo sta valutando di prorogare lo stato d’emergenza per il Covid-19 al 31 gennaio 2021. Un mese in più, dunque, rispetto alle ipotesi circolate negli ultimi tempi. La proposta sarebbe stata valutata, positivamente, nel corso della riunione di ieri sera tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione di maggioranza seguita al Consiglio dei ministri.

Palazzo Chigi e lo stato d’emergenza

Lo stato di emergenza, che per ora dura fino al 15 ottobre, taglierebbe così l’infelice traguardo di un anno. Venne infatti decretato esattamente il 31 gennaio del 2020. Nel corso della stessa riunione, il dem Dario Franceschini avrebbe inoltre sottolineato la necessità di spingere su Immuni, la app per la gestione del contact tracing nell’emergenza Covid. E così, raccontato alcuni presenti all’Adnkronos, il Guardasigilli Alfonso Bonafede avrebbe lanciato un’idea. Pensa cioè a una “maratona tv” che inviti gli italiani a scaricare l’applicazione, spingendo l’acceleratore sui download. Una sorta di “Telethon” dedicata a Immuni, con tanto di contatore sullo schermo per visionare il numero di italiani che aderiscono all’iniziativa.

Il dossier Aspi

Non solo il nodo dello stato d’emergenza. Un Consiglio dei ministri verrà convocato entro 10 giorni su Aspi. Se Atlantia non cambierà la sua posizione, resta sul tavolo l’opzione della revoca della concessione. Se invece arriverà una proposta, sarà valutata. Trapela “irritazione” nell’esecutivo per le lettere inviate da Aspi. Ne vengono respinti tutti gli argomenti. Atlantia – secondo quanto riferiscono fonti del governo – ha modificato le condizioni che avevano portato ad un accordo a luglio. Respinte anche le accuse secondo cui il governo starebbe obbligando la società ad un’operazione non trasparente e non di mercato. Atlantia «confida nella capacità di mediazione e nell’equilibrio del presidente Conte e del suo governo». «Una eventuale revoca» della concessione di Aspi, aggiunge la società, «provocherebbe un default sistemico gravissimo». Un default «esteso a tutto il mercato europeo».

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