Pagnoncelli oltre ogni limite al “Fatto”: «Italiani ignoranti, amano Conte ma votano a destra»

lunedì 12 Ottobre 11:28 - di Chiara Volpi
Pagnoncelli al Fatto italiani ignoranti

Pagnoncelli a gamba tesa sugli italiani: «ignoranti e confusi». Così li definisce. Il noto sondaggista rilascia quella che da più parti molti corsivisti hanno definito una “sconcertante” intervista al Fatto Quotidiano. Una intervista al sondaggista più noto del Paese, che comincia con l’interpellato che esordisce: «Se mi chiama così metto mano alla pistola».  Una conversazione giornalistica il cui perno centrale risuona, dalle prime battute, come un attacco frontale e gratuito al centrodestra. Non a caso, il nume tutelare dei sondaggi già nell’incipit delle sue dissertazioni, asserisce: «Gli italiani amano Giuseppe Conte e votano destra». E poco dopo: «Sono lontani dalla realtà e ignoranti».

Pagnoncelli al “Fatto”: «Italiani ignoranti»

Le sue parole, lanciate dall’alto di una plausibile certezza sondaggistica in merito alle intenzioni di voto degli italiani, cadono come pietre scagliate dall’alto. E impattano sul centrodestra: i suoi leader. I suoi elettori. Ma non che la considerazione limiti in qualche modo le esternazioni di Pagnoncelli che, qualche passo più avanti, insiste e rilancia addirittura: «La maggioranza assoluta di chi va a votare, il 54%, ha un titolo di studio che arriva alla terza media, di questi il 20% non ha nessun titolo di studio». Una constatazione allusiva mirata a colpire naturalmente Salvini, Meloni e Berlusconi prima ancora che il loro elettorato.

«Amano Conte ma votano a destra»

Non solo. Tornando alle battute iniziali, il punto a cui sembra voler mirare Pagnoncelli è la sottolineatura di una certa “confusione” che, a sua detta, attanaglierebbe gli elettori. Molti dei quali, secondo Pagnoncelli, schierati nel centrodestra riterrebbero però Conte il miglior premier auspicabile per il momento. Tanto che, a stretto giro, l’intervistato aggiunge e spiega: «Il giudizio sul governo e su questo premier attiene al modo in cui sta gestendo questa pandemia. C’è consapevolezza che sia un grande guaio e che lui stia facendo il meglio possibile». Poi però, Pagnoncelli che non può non tener conto del suo lavoro e delle sue indagini e del verdetto delle urne, aggiunge anche: «Separano la passione personale dalla valutazione fredda della realtà. E infatti non c’è altra spiegazione se prendiamo in esame la percentuale di coloro che danno un giudizio positivo (63%)».

Per il sondaggista è frutto di «confusione e ignoranza»

A quel punto il giornalista del Fatto prova a imboccare l’intervistato perché dica quello che più gli gradirebbe sentir dire: «Scollegati dalla realtà», butta lì sentenziando l’intervistatore. «Praticano la contraddizione», aggiusta il tiro l’intervistato. Aggiungendo l’ennesima bordata che ha in serbo: «Contraddizione che è anche il frutto di una conoscenza approssimata. Di una formazione culturale che per molti si è fermata ai livelli più bassi. E che per troppi non è manco iniziata a scuola. È certo che subiscono il “contagio” televisivo principalmente. La notizia di un minuto che passa al tg della sera, magari sostenuta da immagini di repertorio». Un’allusione netta e chiara alla vexata quaestio migranti su cui, non a caso,in conclusione Pagnoncelli aggiunge e chiosa: «La paura è un sentimento prevalente. L’allarme sociale è la turbina, il propulsore di ogni azione». E così, anche il sondaggista., tra numeri effettivi, considerazioni personali, letture demagogiche, tira la volta contro il centrodestra. Più chiaro di così...

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