Milano e Torino messe a ferro e fuoco, i centri sociali s’infiltrano nelle proteste: assalti e violenze

martedì 27 Ottobre 8:03 - di Edoardo Valci
proteste

Alta tensione a Milano e Torino. Le proteste contro le misure anti-Covid si allargano a macchia d’olio. Nei cortei pacifici di commercianti, ristoratori, professionisti  e lavoratori si infiltrano estremisti dei centri sociali che – secondo le prime ricostruzioni – provocano scontri con le forze dell’ordine e si rendono protagonisti di violenze.

Milano , le proteste scatenano la rabbia

A Milano i manifestanti – al grido di “libertà libertà” e “vogliamo i soldi” – hanno sfilato lungo corso Buenos Aires, dove hanno esploso dei petardi. Hanno lanciato una molotov contro un’auto dei vigili urbani, che però non è stata presa. Dopo essersi diretti verso Porta Venezia, sono arrivati in piazza della Repubblica. I manifestanti hanno tentato anche un assalto, sventato dalle forze dell’ordine, sotto la sede della Regione Lombardia. Dopo aver lanciato i fumogeni hanno sfondato diverse transenne, rovesciato i cassonetti e staccato alcuni spartitraffico provvisori. Sono state 15 le persone portate in Questura per accertamenti. Nel corso dei disordini un poliziotto è rimasto contuso: gli avrebbero lanciato contro un casco.

Danneggiati dehors e monopattini

«Io lavoro e mi faccio il c…, voi fate schifo». Ha reagito così un manifestante fermato dalla polizia. Durante le proteste, i manifestanti hanno messo a ferro e fuoco le vie del centro danneggiando dehors e monopattini. Inoltre hanno lanciato pietre, petardi e bottiglie di vetro. Momenti di alta tensione vicino alla sede della Regione Lombardia. Qui  manifestanti, alcuni armati di catene, hanno alimentato la protesta, mentre i poliziotti hanno risposto lanciando fumogeni. L’obiettivo dei manifestanti era muoversi compatti contro la Regione Lombardia. Un assalto sventato con fermezza dalle forze di polizia e dal servizio messo in piedi dalla Questura. Gli agenti hanno lanciato alcuni lacrimogeni.

Pietre e bombe carta nelle proteste a Torino

A Torino scene da guerriglia urbana, in particolare a piazza Castello e nelle vie limitrofe. Oltre due ore di lanci di bottiglie, pietre, bombe carta contro le forze dell’ordine. Prima gli agenti hanno risposto con cariche di alleggerimento. Poi, quando la tensione si è alzata, hanno utilizzato i lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

Fotoreporter colpito alla testa

Alla fine il bilancio è una decina di feriti tra i poliziotti, un fotoreporter, colpito alla testa da una bottiglia, e di una decina di manifestanti fermati per accertamenti. Sette sarebbero stati arrestati e due denunciati. Tra di loro vi sarebbero alcuni ultrà e nessuno sarebbe titolare di un’attività o dipendente di un esercizio pubblico.

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