Impennata di contagi, domani riunione urgente del Cts. Speranza: «Il peggio non è passato»

sabato 10 Ottobre 14:38 - di Eugenio Battisti

Il trend dei contagi continua a salire. Per domani è stata convocata una riunione urgente del Comitato tecnico scientifico, alla quale dovrebbe partecipare anche il ministro della Salute Roberto Speranza. Sul tavolo del Cts la crescita dei positivi al covid degli ultimi sette giorni. E la  capacità del sistema sanitario di regge l’urto. E testare i casi.

Contagi, Speranza: il peggio non è passato

“Non siamo ancora fuori dalla fase più difficile”, ha ribadito il ministro in un intervento video. “Bisogna mantenere con forza tutte le misure di sicurezza con determinazione, per poter continuare ad avere ancora numeri meno alti di quelli che si registrano in altri paesi europei”. E ancora: “Chi sostiene che le misure di prevenzione siano soltanto lacci e lacciuoli dice una enorme sciocchezza. Soltanto un Paese sicuro può correre più veloce. E ripartire con più energia e determinazione”.

La soluzione è attivare una rete dal basso. “La parola chiave è con una sistema sanitario che si avvicina ai problemi reali delle persone. Dobbiamo farlo tutti insieme. Dobbiamo costruire un grande Patto Paese. Perché il futuro del nostro Paese passa per il suo sistema sanitario nazionale”.

Contagi, il sistema sanitario non regge

Poi la critica ai tagli passati sulla sanità. “La lezione del Coronavirus ci dice che il sistema sanitario nazionale è la cosa più importante che abbiamo. Dobbiamo ricominciare ad investire. Per troppi anni la spesa sanitaria è stata penalizzata. Oggi il virus ci consente di cambiare marcia. Siamo soltanto all’inizio – ha aggiunto – e dobbiamo usare tutti gli strumenti che abbiamo per mettere benzina nel sistema sanitario nazionale”.

A me non piace la retorica degli eroi”, ha concluso Speranza. “Io credo che noi dobbiamo fare l’opposto, coltivare virtù antieroiche. Non seguire chi pensa di avere la bacchetta magica. E se ne vedono in politica. Ma le persone serie perbene e rigorose che hanno dalla mattina alla sera il proprio dovere. Come gli uomini e le donne del servizio sanitario nazionale.

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