Briatore e Galli, duello a distanza: «Fatti un giro per Milano», «Deve passare la triste nottata»

venerdì 23 Ottobre 9:35 - di Liliana Giobbi
Briatore Galli

Scontro tra Briatore e Galli. Un botta e risposta a distanza.  «Quello che ha detto Galli è totalmente inaccettabile. Dovrebbe andare in giro a vedere cosa succede fuori dagli ospedali, . Si muore anche di altre malattie che non hanno curato». Nel corso della puntata di Dritto e Rovescio, in onda su Rete4, vengono mostrate le dichiarazioni del virologo del Sacco di Milano: «Non vedo morti di fame in giro. Vedo morti negli ospedali».

Briatore a Galli: «Ci sono malati di serie A e B«

«Ci sono 630 morti al giorno per patologie vascolari. 450 persone al giorno muoiono di tumore», incalza Briatore rispondendo a Galli. «Le persone non si possono curare, ci sono malati di Serie A e di Serie B. Il virus è di Serie A. Vorrei che il professor Galli andasse in giro per Milano a vedere i ristoranti e i bar. La gente è distrutta».

«Non si può vivere con l’ansia»

«Un imprenditore», continua Briatore, «non può sempre vivere con l’ansia. Investe, spende e poi cambiano le carte in tavola. L’ansia distrugge i piccoli imprenditori. Ero a Milano, non c’era nessuno in strada. Ma quanto si può resistere così? Galli dice che non si muore di fame. Si può morire di fame».

Il virologo del Sacco: «Triste nottata»

Lo scontro a distanza tra Briatore e Galli continua. Il professore ha parlato anche ad Agorà. «Dobbiamo passare questa triste nottata con impegno, per non dover tornare ai provvedimenti drastici. La chiusura totale è il fallimento di altre possibilità di contenimento».

Briatore e Galli, visioni opposte

«Cerchiamo di fare molto presto, non vedo perché ci si debba gratificare con qualche altro migliaio di morti evitabili.  Questo è inaccettabile da qualsiasi punto di vista. Lasciatevelo dire da chi, come me, i morti li sta vedendo. Se la tendenza non viene invertita nei prossimi 15-20 giorni, è molto probabile che siano necessarie restrizioni maggiori. Lo dicono i numeri, non lo dico io».. In questo momento serve «una catena di comando unica, altrimenti siamo alla confusione totale».

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