“Banzai” di Alessio Di Mauro. Quando la satira di destra fa centro, più pungente che mai

venerdì 9 Ottobre 19:00 - di Valter Delle Donne
alessio di mauro

C’è una bella satira di destra elegante, pungente, intelligente, che non ha nulla da invidiare ai soliti noti. Uno degli autori più brillanti è Alessio Di Mauro, che ha pubblicato un volume di vignette, che ripercorrono dieci anni di vita politica.

 

““Banzai-Dieci anni di vignette e satira spericolata” di Alessio Di Mauro (230 pagg- 18 euro, Historica edizioni) è una raccolta che, a ben vedere, vale come almanacco storico della vita politica italiana. «Da Libero, Il Tempo e il Corriere della Sera, fino a Candido, è il tentativo – spiega l’autore – forse del tutto superfluo, di ridere di un potere ormai impotente che fa ridere da già sé. Un ultimo disperato attacco kamikaze in bilico tra il lusso e la follia»

La matita acuminata di Di Mauro è un vero e proprio bisturi che seziona il fatto del giorno, meglio di un editoriale. Una satira contundente e divertente. Diretta, sempre arguta, Mai volgare. Una satira che non lesina critiche alla destra. Insomma, che non fa sconti. Preveggente, quando ironizza sulla traiettoria di Gianfranco Fini, all’epoca presidente della Camera. Altrettanto lungimirante allorché demolisce con pari perfidia le sfrenate “passioni” extra politiche di Silvio Berlusconi.

Alessio Di Mauro, ogni vignetta è un tuffo nella storia d’Italia

Un libro che può essere letto come un sorprendente manuale di storia a fumetti. Ad esempio, la mancata estradizione, nel 2011 di Cesare Battisti, immortala l’ex terrorista rosso in spiaggia a Copacabana. Il titolo “Tintarella di Lula”, dice tutto. Come pure le clamorose dimissioni di Benedetto XVI, nel gennaio 2013, sono lette in maniera quasi profetica. “Con Clava” è il titolo della vignetta dove Ratzinger randella gli altri cardinali, stufo della “sporcizia” nella Chiesa. Una vignetta, allora in controtendenza, rispetto a quanti, in quel momento, leggevano le dimissioni come un atto di resa. Una rinuncia dettata da una morte imminente. Sette anni dopo, si può dire che l’autore satirico è stato anche un lungimirante vaticanista.

Ma è soprattutto la sinistra il bersaglio della matita di Alessio Di Mauro. Da Bersani a Napolitano, da Fassino a Renzi. Dalla Guidi alla Boschi. Non spoileriamo le vignette per non rovinare l’effetto sorrpresa al lettore che non le ha lette. O che non le ricorda, a distanza di anni. Ma parecchie sono davvero esilaranti. In una, sotto il titolo: “Cittadinanza veloce: Bus soli” si vedono l’allora premier Gentiloni, accanto a Papa Bergoglio. La coppia lascia passare un bus con un terrorista a bordo. E ancora, Laura Boldrini che dopo l’ennesimo attentato, commenta: “Ma quali terroristi. Sono solo risorse che sbagliano”. Impossibile non riflettere e non sorridere. Anche quando il sorriso è amaro.

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