A Varsavia assembramento oceanico alla faccia del Covid, ma è per l’aborto e tutta Europa plaude (video)

31 Ott 2020 14:39 - di Luisa Perri
Varsavia

Il Covid? Se il manifeste si assembra per ideali di sinistra non c’è da avere paura. Puoi pure assembrarti senza che nessuno intervenga od obietti. Ricordate le adunate per il 25 aprile in Italia? A Varsavia, ieri è successo anche di peggio. Una oceanica manifestazione di protesta contro la sentenza del 22 ottobre della Corte costituzionale polacca, che ha dichiarato illegali gli aborti dovuti a difetti congeniti irreversibili. Inutilmente, sui Social media, il primo ministro Mateusz Morawiecki aevva invitato i manifestanti a non scendere in piazza a fronte di un nuovo record di casi di coronavirus nel Paese.

A Varsavia record di positivi al Covid

Nessuno ha protestato. Dalla Ue non sono arrivati moniti. Anzi. La manifestazione è stata caldeggiata dall’Unione europea e dalle parlamentari della sinistra di tutto il mondo. Neanche una voce, da sinistra, si è sollevata contro i “negazionisti” polacchi, scesi in piazza infischiandosene dei contagi.

Infatti, i numeri da Varsavia parlano chiaro. Due giorni fa c’è stato un nuovo preoccupante record di contagi in Polonia. Dove sono stati registrati circa 16.300 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, tremila in più rispetto all’ultimo picco di venerdì scorso. Le vittime sono invece 132, stando ai dati riportati dal ministero della Salute. Nella capitale Varsavia si è concentrata la percentuale maggiore di casi, con 3.529 nuove infezioni confermate.

Sono in particolare 4.615 le vittime in Polonia dall’inizio della pandemia. Da sabato è stata imposta la chiusura di ristoranti e bar e sono stati vietati gli assembramenti di più di cinque persone. Le misure dovrebbero rimanere in vigore per almeno due settimane. La scorsa settimana anche presidente polacco, Andrzej Duda, è risultato positivo al test anti-Covid. Ad annunciarlo è stato il portavoce presidenziale Blazej Spychalski su Twitter, precisando che il 48enne capo dello Stato “sta bene”. Ma gli assembramenti oceanici si sono svolti e nessuno ha osato fermare la protesta di ieri.

Ma per Ursula e la Boldrini conta protestare in piazza

In prima fila contro il governo polacco, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. “Fare marcia indietro” sui diritti delle donne “non è un’opzione, per un continente” come l’Europa, che “vuole conquistare il futuro”. Così un social network, con un chiaro riferimento alla Polonia

“I progressi si conseguono a fatica, ma si perdono con facilità – aggiunge – forti diritti delle donne sono un asset e una conquista di cui l’intera Europa deve essere orgogliosa. Dobbiamo spingere in avanti, non arretrare”, conclude. Ma nessun riferimento al fatto che, proprio ora, sarebbe il caso di evitare assembramenti. Insomma, il senso di responsabilità deve valere solo per i manifestanti che contestano i governi di destra?

“Le donne scendono in piazza da Roma a Sydney in sostegno allo sciopero generale in Polonia. Alle proteste pacifiche contro le limitazioni all’aborto, il premier polacco ha risposto invocando l’esercito. Perciò con Lia Quartapelle ed altre colleghe abbiamo presentato un’interrogazione. L’Italia deve alzare la voce”. Così Laura Boldrini, che non poteva astenersi dal solidarizzare coi manifestanti. Anche lei non si è posta il problema del pericolo di diffusione del Covid. Attendiamo che il suo compagno di partito, il ministro della Salute Roberto Speranza la redarguisca severamente.

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