“Salvate il soldato Tridico”: Travaglio in campo per difendere il presidente d’oro dell’Inps

27 Set 2020 16:28 - di Marta Lima

Incredibile ma vero, il quotidiano di Marco Travaglio, “Il Fatto Quotidiano“, ormai vero e proprio house organ del governo, si impegna perfino nel tentativo di difendere il raddoppio di stipendio del presidente dell’Inps Pasquale Tridico. E lo fa con un improbabile paragone con il suo predecessore, che però, per stessa ammissione del “Fatto”, guadagnava di meno e lo stipendio non se l’era mai aumentato da solo. Puro cabaret, insomma. Come quello di Conte e Di Maio che fingono di non sapere…

Tridico e lo stipendio meno costo di quello di Boeri

Vediamo con quale ragionamento agebrico il quotidiano di Marco Travaglio si cimenta nel tentativo di salvare il “soldato Tridico”.

“Lo stipendio di  Tridico, come detto, è aumentato: 150mila euro contro i 103mila percepiti finora e inaugurati da Boeri (Antonio Mastrapasqua prendeva dieci volte di più e, entrato in vigore il tetto agli stipendi pubblici, comunque il massimo possibile). Va chiarito, però, che Boeri, residente a Milano, aveva anche diritto alle spese d’affitto e a una
diaria di 81 euro al giorno durante le sue permanenze a Roma: benefit che costavano ad Inps circa 45mila euro l’anno e che portano il conto a circa 150mila euro. La cosa più ridicola di questa storia? Qualche decina di dirigenti generali Inps, a partire dalla numero uno Gabriella De Michele, ha già salari uguali o vicini al tetto degli stipendi pubblici (240mila euro) e alcune centinaia guadagnano comunque più del presidente. Ma chi di casta ferisce…”. La teoria, dunque, è che siccome tutti ne approfittano, perché dare addosso a Tridico che è così bravo?

Lo stipendio dell’Inps raddoppiato “a sua insaputa”

“Mi ha sorpreso il modo in cui è stata trattata la vicenda, che soprattutto in rete ha scatenato centinaia di commenti sfociati anche in minacce e insulti alla mia persona. Ma a colpirmi è stato anche il fatto che nessuno mi abbia chiesto preventivamente una dichiarazione, con la quale avrei subito fatto chiarezza su molte cose”. Così in una lettera al direttore di ‘La Repubblica’, il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in merito alla vicenda relativa ai suoi compensi.

“Tutto l’articolo – rileva il presidente dell’Inps – ruota intorno a due falsi: per effetto del decreto interministeriale che stabilisce i compensi del Cda di Inps (e Inail), al sottoscritto sarebbe riconosciuto un arretrato di 100mila euro. Questo il primo falso. La realtà invece è che la nuova misura del compenso previsto per il presidente dell’Istituto decorrerà non da maggio 2019, bensì dal 15 aprile 2020, vale a dire da quando si è insediato il cda e ne ho assunto la carica di presidente. Il secondo falso è che non è nei poteri del presidente o di qualsiasi altro organo dell’Istituto determinarsi i compensi“, aggiunge.
Dunque, è stato il governo ad aumentargli lo stipendio, a sua insaputa…

 

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