Perugia, indagini sull’esame di italiano di Suarez. Nei guai il vertice dell’Università per stranieri

martedì 22 Settembre 17:16 - di Francesca De Ambra
Suarez

Tutti indagati tranne lui, il beneficiario diretto degli presunti intrallazzi che vede protagonista l’intero vertice dell’Università per stranieri di Perugia: Luis Suarez. Sì, proprio il calciatore che tutti gli italiani ricordano per il morso con il quale addentò la spalla sinistra di Giorgio Chiellini in una drammatica Uruguay-Italia che ci costò l’eliminazione ai Mondiali del 2014. Un gestaccio che però non ha impedito alla Juventus (club di Chiellini) di corteggiare a lungo l’attaccante fino a strapparlo al Barcellona. Ma non è sulla campagna acquisti bianconera che indaga la Procura di Perugia, da un paio di mesi coordinata da Raffaele Cantone, già capo dell’Anticorruzione.

Ipotizzati i reati di truffa e falsità ideologica

Nel mirino degli inquirenti è finita l’esame di lingua italiana sostenuto solo due giorni fa da Suarez per ottenere la nostra cittadinanza. In realtà, per sfortuna degli indagati – la rettrice Giuliana Grego Bolli, il dg Simone Olivieri, la direttrice per la certificazione linguistica Stefania Spina, l’esaminatore Lorenzo Rocca e Cinzia Camagna – la Procura si è imbattuta nella vicenda quasi per caso. I reati da accertare erano altri, per i quali erano state autorizzate le relative intercettazioni. Un paio sono finite nel decreto di sequestro probatorio. E risultano particolarmente illuminanti circa la “severità” dell’esaminatori. Infatti, gli inquirenti ipotizzano una vera e propria combine per favorire Suarez. I reati contestati vanno dalla truffa, alla violazione del segreto d’ufficio al falso ideologico.

Suarez non è indagato

«Io lo faccio già preparare – dice un’indagata – ma devo attendere l’anagrafica, quando una volta che si è inserito, io posso già metterci il voto. Mi dici tu che voto ci do e via».  E l’interlocutore risponde: «Brava, mettici il minimo». E l’altra, ancora: «3, 3, 3, 3, 3». Soddisfazione dall’altro capo del telefono: «Brava perfetto, metti tutti tre. E perché tanto ho sentito la rettrice ieri, la linea è quella». E ancora: «Per dirtela tutta – racconta un’indagata – oggi abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame. Quindi mi ha detto fagli scegliere ste due immagini. Oggi c’ho l’ultima lezione e me la devo preparare perché non spiccica na parola». L’esito della promozione è indiscutibile. «Non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1», spiega con abbondante senso pratico uno degli indagati. Dal canto suo, l’ateneo ha ribadito la correttezza del proprio operato.

 

 

 

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