Passa la fiducia alla Camera. Il no di FdI: “Con la scusa del Covid, il governo si prende i servizi segreti”

mercoledì 2 settembre 18:19 - di Redazione

Scontato l’esito del voto di fiducia alla Camera sul  decreto che proroga lo stato di emergenza per il Covid 19 fino al prossimo 15 ottobre. L’Aula di Montecitorio ha detto sì con 276 voti favorevoli e 194 contrari. Presenti 471 deputati, un solo astenuto. Ventotto parlamentari 5Stelle non hanno partecipato al voto.

Ennesimo provvedimento blindato dal governo dopo l’incidente grillino. Che ha visto 50 parlamentari pentastellati “ribellarsi” all’emendamento che inserisce nel decreto sull’emergenza Covid la proroga dei vertici dei Servizi segreti per 4 anni.

Fiducia alla Camera: la protesta delle opposizioni

In apertura di seduta le opposizioni hanno protestato al grido di “Vergogna, vergogna”. “La richiesta di fiducia – ha incalzato Tommaso Foti – avviene non per l’ostruzionismo. Ma esclusivamente perché c’è un emendamento, il numero 1.121, che solleticando il tema dei servizi segreti a firma del più grosso partito che sostiene questo governo,  va contro questo governo. Non basta dire che la fiducia è autorizzata dal Consiglio dei ministri. Doveva dire quale Consiglio dei ministri, in quale data. Perché o D’Incà (ministro per i rapporti con il Parlamento) ha delle doti divinatorie o è un bugiardo”.

Fratelli d’Italia: questo è il governo dei servizi segreti

Il deputato di Fratelli d’Italia incalza. “Noi abbiamo sempre sostenuto che il tenere così a lungo nascosti i verbali del Comitato tecnico scientifico portava questo governo sulla strada dell’opacità e dell’omertà. Ma leggendo questo dl abbiamo capito che in realtà questo è il governo dei servizi segreti. Il voto di fiducia non ha nulla a che fare con gli articoli riferiti al Covid. Gli emendamenti poi erano pochi”.

“Proprio per i servizi segreti -sottolinea Foti nel suo intervento in aula – il governo ha deciso di dare uno schiaffone alla sua maggioranza. Non vi erano ragioni giuridiche per quel comma nascosto. Il presidente del Consiglio deve essere proprio appassionato dei servizi. Anche perché si è tenuto lui solo la delega nella materia. Il nostro no alla fiducia è un no al metodo. Ma da quando in qua si chiede il voto di fiducia su un emendamento di questo tipo. A voi vi tiene in piedi solo questo: ‘o digeriamo tutto o andiamo a casa’. Ma sapete che allora vincerebbe il centrodestra”.

Forza Italia: si prende a sberle il governo

Identica la riflessione del deputato azzurro Simone Baldelli. “Per problemi tutti interni alla maggioranza questo governo di fronte a 50 emendamenti prende a sberle il Parlamento. Cominciamo bene la stagione”, prosegue l’esponente di Forza Italia. “Adesso andate in tv a dire che voi difendete la democrazia e la rappresentanza. Vergogna, siete dei pasticcioni. Questo è l’inizio della stagione e l’inizio della fine”.

Quindi ha preso la parola la grillina Federica Dieni. Prima firmataria dell’emendamento sui servizi sottoscritto da 50 deputati. “Non è un emendamento che va contro il governo o contro Conte. L’intento è modificare normativa in Parlamento. Non sono contenta della fiducia, non si risolvono le cose così. Mi dispiace, le cose si risolvono in Parlamento. L’approccio più utile sarebbe stato rimettersi all’aula. Perché la normativa sui servizi riguarda tutti. Sono profondamente contrariata dall’apposizione della fiducia e ci tengo che resti agli atti”.

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