Neonati morti all’ospedale di Verona, il batterio killer si annidava in un rubinetto

martedì 1 settembre 17:27 - di Gigliola Bardi
batterio killer

Si annidava in un rubinetto interno alla Terapia intensiva neonatale il batterio killer che, tra il 2018 e quest’anno, all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona ha colpito 96 bambini, uccidendone 4 bambini e provocando lesioni cerebrali permanenti a 9. È quanto emerge dalla relazione della commissione voluta dal presidente della Regione Luca Zaia, che ha annunciato di aver dato disposizioni affinché la relazione sia immediatamente messa a disposizione non solo della magistratura, ma anche dei familiari delle piccole vittime del Citrobacter.

Il batterio killer scovato nel rubinetto

Proprio oggi la struttura è stata riaperta dopo la chiusura disposta lo scorso giugno. Secondo le conclusioni della commissione, il Citrobacter avrebbe colonizzato il rubinetto usato dal personale del nosocomio. I sospetti sono che vi sia arrivato a causa di un mancato o parziale rispetto delle misure d’igiene. Un’altra ipotesi è che, per errore, il personale abbia utilizzato acqua corrente e non acqua sterile. I vertici dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Verona avevano avviato lo scorso gennaio i primi controlli, poi interrotti per via dell’emergenza Coronavirus. Ora starà alla magistratura, che per il momento indaga contro ignoti, fare ulteriore chiarezza.

Zaia: “Subito la relazione alle famiglie”

“Ho ricevuto la relazione sul caso del batterio Citrobacter all’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona da parte della Commissione ispettiva che ho fatto attivare a suo tempo, presieduta dal Professor Baldo dell’Università di Padova. Ho dato disposizione al segretario regionale della Sanità Mantoan di inoltrare tale relazione alla Procura della Repubblica. E renderla disponibile per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e per i famigliari dei bambini colpiti dal batterio, in modo che possano conoscere gli esiti fin da subito”, ha commentato Zaia. “Regione e Azienda Ospedaliera sono a disposizione delle autorità inquirenti in tutto e per tutto”, ha concluso il governatore del Veneto.

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