La Maglie silura Favino e le provocazioni a Salvini: «Pensi di essere chi invita e concede permessi a Venezia»?

sabato 5 settembre 18:00 - di Bianca Conte
La giornalista Maria Giovanna Maglie foto Ansa

Maria Giovanna Maglie silura Favino e le sue odiose insinuazioni su Salvini, fatte appena ieri dalla passerella della Mostra di Venezia. Quando, prima della proiezione del film di Claudio Noce, Padre Nostro, in concorso al Festival, l’interprete della pellicola non si è lasciato sfuggire l’occasione di provocare il leader della Lega. Peraltro, presente al Lido in veste di privato cittadino. «Non l’abbiamo invitato – ha esordito prontamente sulla difensiva l’attore –. Credo che ciascuno sia libero di andare alle proiezioni». Poi però, non pago, si smentisce. E pronto a rivendicare la sua distanza dalle posizioni del Carroccio, passa all’attacco: «Conoscendo la sua capacità di saperci essere in un momento importante, mi fa piacere». Infine, buttandola lì, neanche con troppa nonchalance, arriva anche la sferzata non richiesta su una presunta partecipazione mirata di Salvini al Festival. Con Favino che, andando bel oltre il richiesto, conclude: «Se devo ragionare in termini di manipolazione, non credo che questo sia un film che dia questa possibilità. Non è manipolabile».

La Maglie silura Favino e le sue provocazioni a Salvini

Un red carpet infuocato, quello di ieri alla Mostra, con la miccia innescata a vuoto da Favino a cui, dopo una giornata di polemiche e recriminazioni che hanno registrato anche le reazioni della Lega, oggi ha risposto Maria Giovanna Maglie. La quale, dopo la risposta del Carroccio all’attore, che sottolinea la volontà del personaggio di creare un clima «infame e ostile», in un tweet tagliente, ha replicato a sua volta la giornalista.Un tweet, il suo, tagliente quanto ironico, che recita: «Chissà che  fa credere all’attore Favino di essere quello che fa gli inviti a una mostra del cinema. Concede permessi, dirige anche il traffico al Lido, controlla i biglietti di ingresso? Più banalmente teme anatemi della sua setta?».

Tanto per rivendicare l’appartenenza al mondo radical chic di sinistra?

Laddove per “setta” crediamo che la Maglie intenda, chiaramente, la pletora di attori e personaggi dello spettacolo. Un universo a vario titolo riconducibile all’intellighenzia e ai salotti radical chic di sinistra. Un mondo eterogeneo e militante in cui, evidentemente, rivendicare ogni volta che si può la propria appartenenza è utile e dilettevole. Evita equivoci e forse, come scrive la giornalista, “anatemi” di sorta. Anche se, va detto, almeno in questo caso di Favino, non sempre appropriato e richiesto…

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica