La lobby Lgbt avanza negli Usa: giù la statua di Cristoforo Colombo, al suo posto un trans

mercoledì 2 settembre 16:02 - di Robert Perdicchi

Povero Cristoforo Colombo, buttato giù dal piedistallo, incolpevole, vittima collaterale della battaglia degli Lgbt che ormai, negli Usa, dilaga al fianco di quella dei “Black lives matter” travolgendo anche figure storicamente fondamentali e che nulla avevano a che fare con le discriminazioni sessuali o razziali.

Povero Cristoforo Colombo, giudicato “una figura da non celebrare” dai 166mila firmatari dell’appello in favore di una statua dedicata alla trans Marsha P. Johnson, defunta leader del movimento per i diritti Lgbt  negli Stati Uniti, tra i fondatori del Gay Liberation Front e dell’organizzazione per gay, trans e persone gender.

Una petizione per sostituire Colombo con la trans

Una petizione online che chiede la realizzazione della statua per Marsha P. Johnson è stata firmata da 166mila persone e orgerà vicino al municipio della sua città natale, Elizabeth, in New Jersey. Il primo monumento in onore di una transgender che si realizza nel mondo. Il governatore di New York Andrew Cuomo il 24 agosto, in occasione del teorico 75esimo compleanno di Johnson, le aveva dedicato un parco a Brooklyn, iI Marsha P. Johnson State Park-

Johnson, morta nel 1992 a 46 anni, è conosciuta per il suo ruolo nella rivolta di Stonewall del 1969 quando otto poliziotti di New York fecero irruzione in un locale gay, lo Stonewall Inn, a Christopher Street, nel Greenwich Village. Ne seguirono scontri e disordini per giorni.

Ma perché ne fa le spese, ancora una volta, come già accaduto in alotre città americane, Cristoforo Colombo? L’esploratore genovese viene considerato simbolo della colonizzazione, dello schiavismo e del razzismo. Pensate un po’, da eroe americano a mostro mediatico postumo. Potenza delle lobby Lgbt.

 

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