La donna che ha aggredito Salvini: «Non dico niente, non sono obbligata a parlare. Ho altro fare»

10 Set 2020 13:29 - di Eugenio Battisti

Muta come un pesce. Si rifiuta di parlare la donna di origine congolese che ha aggredito Matteo  Salvini a Pontassieve strappandogli la camicia e il rosario che aveva al collo. “Non dico niente dell’aggressione, sto facendo altro e non voglio parlare. Non sono obbligata. E non me la sento di dire niente”. Risponde così alla telefonata dell’Adnkronos. La voce inizialmente impercettibile, incerta come sommessa. Quando Auriane Fatima Bindela  risponde – racconta la cronista – sembra riemergere da un sonno profondo. E’ lei lei la donna che ha colpito con violenza e rabbia il leader della Lega durante il suo tour elettorale in Toscana. “Io ti maledico”, gli ha urlato prima che le forze dell’ordine la allontanassero.

La donna che ha aggredito Salvini si rifiuta di parlare

La sua voce diventa squillante. E finalmente chiara quando viene incalzata sulle ragioni che l’hanno spinta al gesto, immortalato da un video che ha fatto il giro del web. “Non sono obbligata a parlare con voi, vero?”. Impossibile strapparle un commento. ” Non me la sento di dire niente”. Si è pentita? “Mi dispiace…” dice solo prima di riagganciare.

Al momento sono tre i reati che pendono sulla testa della donna africana che ha aggredito Salvini.  La Digos di Firenze sta esaminando una denuncia per violenza privata, resistenza pubblico ufficiale e turbamento di comizio elettorale. Eppure, a leggere il profilo pubblicato dal Corriere della Sera, la donna che si è scagliata come un’Erinni contro l’odiato leader leghista ha un vissuto regolare, all’insegna del volontariato e dell’impegno sociale. Trenta anni, nata in  Congo e trasferitasi a Pontassieve, attualmente è impiegata nel servizio civile del piccolo comune “rosso” in provincia di Firenze. E gestisce un progetto chiamato “La scuola, l’ambiente e la comunicazione istituzionale”. Insomma – racconta il Corriere – è una giovane ben inserita e conosciuta in paese.

Laureata, incensurata e ben inserita

Laureata e incensurata, spesso si occupa di progetti di solidarietà verso l’Africa. In passato ha contribuito a fondare una scuola di cucito per ragazze madri a Kinshasa, la capitale del Congo. A maggio scorso aveva invitato in un post su Facebook i propri contatti a mettere insieme macchine da cucire “da regalare o a basso costo, meglio se nella zona di Firenze” per dar vita a “una piccola Scuola di cucito. Il primo a commentare il post è stato un ragazzo con lo slogan “Pontassieve non si Lega”. Smentita la notizia per cui Auriane Fatima Bindela sarebbe affetta da problemi psicofisici, come era stato detto in un primo tempo. La donna ha colpito scientemente, certamente fomentata dal clima d’odio che si vive in Toscana in queste ore. Un clima pesante che ha costretto alcuni ristoratori a chiudere le sale agli eventi del centrodestra. Sotto le minacce degli antifascisti militanti. Gli amici, neanche a dirlo, ne fanno un ritratto esemplare. “E’ una ragazza intelligente, integrata, colta, impegnata e pacifica”. Forse pacifica non proprio.

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