Set 16 2020

Girolamo Fragalà @ 10:36

Ivrea, immigrato marocchino urina nell’auto della polizia e minaccia di morte gli agenti

La polizia ha arrestato un immigrato marocchino di 26 anni alla stazione ferroviaria di Ivrea. L’uomo era stato notato da un capotreno mentre attraversava i binari barcollante. Tra le mani aveva una bottiglia di birra in vetro.

L’immigrato marocchino subito aggressivo

La capotreno e un dirigente di Trenitalia l’hanno raggiunto e l’uomo è diventato immediatamente aggressivo. Li ha minacciati in modo molto pesante. A quel punto è stato richiesto l’intervento degli agenti del commissariato di Ivrea. Ma anche nei loro confronti l’immigrato marocchino è stato aggressivo. Li ha minacciati di morte e ha danneggiato l’auto della Volante prendendola a calci.

Le  violenze e lo sfregio

Negli uffici della stazione ha baciato in fronte una signora. E lei, con calma, è riuscita a sfilargli la bottiglia dalle mani. I poliziotti l’hanno portato in commissariato. Però, durante il tragitto, ha urinato nell’autovettura e poi ha opposto ancora resistenza, spezzando con le mani l’antenna della radio portatile dell’agente. L’uomo è stato quindi arrestato

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per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Inoltre, ha avuto un’altra denuncia per aver causato lievi lesioni agli agenti.

Violenza sessuale di un immigrato marocchino

Pochi giorni fa a Venezia, un altro immigrato marocchino aveva tentato di violentare una senzatetto rapinandola di tutto quel che aveva. La vittima, una clochard di 73 anni, originaria dell’Europa dell’Est. Il 34enne straniero è un “senza fissa dimora” con vari precedenti penali (tra cui stupefacenti e violazione delle norme sull’immigrazione clandestina). Dormiva in una casa abbandonata, a poche centinaia di metri dalla stazione.

La vittima con il volto tumefatto

La donna aveva il volto tumefatto e sanguinante. Gli abiti erano parzialmente lacerati. Ha raccontato che un uomo l’aveva aggredita sessualmente, per poi portarle via quanto aveva, ovvero un cellulare e 20 euro. Poi ha riferito che l’immigrato marocchino prima l’aveva colpita al volto con un pugno e poi aveva tentato di trascinanrla in un punto appartanto. La violenza – che comunque c’è stata – non è stata consumata completamente, anche grazie alla resistenza della donna.

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