Istat, allarme disoccupazione per i giovani. E il governo Conte si gira dall’altra parte

giovedì 17 Settembre 16:31 - di Fabio Roscani
allarme disoccupazione per i giovani

Allarme disoccupazione per i giovani. In piena pandemia, eravamo tutti consapevoli che gli effetti del lockdown si sarebbero visti in termini di emergenza occupazionale nei mesi successivi. Quello che non ci saremmo aspettati sono le dichiarazioni di Luigi Di Maio. Il Giggino nazionale esulta infatti per i dati pubblicati dall’Istat che vedono una flessione delle percentuali di disoccupazione. Il ministro attribuisce il “successo” al suo Decreto dignità e ai provvedimenti del governo durante la quarantena. Quello che non ci spiega nessuno è il particolare modo di quantificare i disoccupati da parte dell’Istat. I dati infatti scorporano gli inattivi dal totale dei disoccupati e tendono quindi a ridurre il numero reale e complessivo di coloro che non lavorano.

Le cicatrici del Covid, per l’ISTAT è allarme disoccupazione per i giovani

Fondamentale allora fare un calcolo su quanti sono gli occupati. Scopriamo quindi  nel secondo trimestre del 2020, una forte diminuzione delle ore lavorate. Si raggiunge un preoccupante – 13,1% rispetto al trimestre precedente del 2020 ed un catastrofico -20 % rispetto allo stesso periodo del 2019. In termini assoluti stiamo parlando di 470.000 persone in meno nel conteggio degli occupati. I giovani tra i 15 e i 34 anni sono quelli che presentano una diminuzione più marcata (-2,2%). E’evidente che il Coronavirus abbia prodotto delle cicatrici devastanti nel mercato del lavoro italiano.

Le giovani generazioni potevano essere la chiave del rilancio

Un’occasione persa per le giovani generazioni. Il governo avrebbe potuto, nella tragedia del Covid, trovare proprio nei più giovani la chiave del rilancio. La digitalizzazione delle imprese, lo sviluppo del settore tecnologico, la silver economy, sono senza ombra di dubbio molto più alla portata per gli under 35. Purtroppo non è andata così e ora paghiamo le conseguenze. Aumento degli inoccupati, deficit nel percorso formativo porteranno presto i giovani italiani a scegliere di andare via. Il fenomeno dell’emigrazione giovanile verso l’estero aveva già raggiunto numeri da capogiro. Nell’Italia del post covid rischia di rimanere l’unica possibilità per trovare lavoro, comprare casa e farsi una famiglia. Il governo che non ha considerato i giovani, ha praticamente messo una pietra tombale sul futuro della Nazione.

Due milioni di disoccupati

In termini generali dunque. per il motivo che abbiamo spiegato, il tasso di disoccupazione è in diminuzione rispetto sia al trimestre precedente sia allo stesso trimestre del 2019 e si associa all’aumento – congiunturale e tendenziale – del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni. Presto quindi, come indicano i dati provvisori del mese di luglio 2020, il dato si invertirà vedendo un aumento del tasso di disoccupazione, che ha raggiunto in termini assoluti la cifra spaventosa di due milioni di persone, e in calo il tasso di inattività.

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