I media nostrani e l’inutile tifo anti-Trump: in America gli elettori se ne infischiano

sabato 12 settembre 13:48 - di Daniele Milani

Come spesso accade in periodo elettorale i media adottano comportamenti stravaganti, che riguardando sia le televisioni che i media digitali.

Il tifo del mondo politicamente corretto

Tali condotte sono evidenti e costanti in tutto quel mondo del politicamente corretto, leggi sinistra radical chic e non solo, che hanno ovviamente tutto l’interesse a indirizzare gli elettori verso una visione politica che premi le forze loro presuntamente affini. Si affannano così a dare sostegno alla loro traballante e vetusta concezione della vita e del mondo e quindi della politica e dell’economia.

Le elezioni americane

Fin qui niente di nuovo sotto il sole italiano che comunque continua a risplendere incurante del chiacchiericcio becero e autoreferenziale di questi signori che ormai non destano più né riprovazione né preoccupazione ma solo una indicibile noia.

Diversamente spiegabile è il fatto che in prossimità di competizioni elettorale che siano in procinto di verificarsi in altre nazioni, più o meno sovrane, questa “ attenzione” superi soglie francamente singolari; e non da oggi.

Stiamo parlando, in questo caso, delle elezioni che si celebreranno negli Stati Uniti d’ America per la designazione del nuovo inquilino della Casa Bianca.

Il silenzio di ministri e sottosegretari

Da una parte c’è il cupo silenzio delle istituzioni politiche propriamente dette (ministri, sottosegretari e segretari di partito o semplici deputati, a parte qualche pazzerello) memori della incoronazione da parte di Trump del governo di Giuseppi.  Dall’altra tutta la stampa “libera” da preoccupazioni di ritorsioni o di sopravvivenza si è compattamente e ferocemente schierata a favore di Biden e contro Trump.

La stampa si schiera con Biden

E così giù articoli, commenti, speciali televisivi sulla vita pubblica e privata del presidente che viene, di volta in volta, indicato come razzista, suprematista bianco, portatore di virus, avvelenatore del mondo contestualmente suggerendo i tanti modi per cucinarlo, alla griglia, bollito, arrosto o alla fuoco neanche troppo lento appiccato nelle città americane dai nipotini di Malcom X.

Naturalmente neanche una parola sull’altro candidato del quale molti non conoscono neanche il nome. Noi “buoni europei” siamo, naturalmente, indifferenti alle sorti della competizione. Una notizia, però, ci sentiamo di dare a questa specie di sardine italiote: si vota in America , non in Italia e non sarà certamente la campagna elettorale dei pennivendoli  nostrani a determinare il successo di uno dei due candidati. “Taci Mercuzio, tu parli di niente!”.

 

 

 

 

 

 

 

Commenti

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  • Cervohold 13 settembre 2020

    E’ regolare, fanno la guerra contro l’unico baluardo contro il Pancomunismo mondiale, che dopo aver conquistato la Chiesa Cattolica rimane da solo a presidiare certi valori irrinunciabili dell’individuo come la libertà sociale ed economica, contro lo statalismo, il controllo informatico e giudiziario socialista che sono l’ABC della civiltà occidentale.
    Ma perderanno di brutto, gli americani non sono comperabili e non hanno l’anello al naso e soprattutto sanno riconoscere la feccia sociale.

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