Di Maio trama nell’ombra contro Conte: “Repubblica” svela l’agguato, Casalino smentisce

mercoledì 2 settembre 12:52 - di Lucio Meo
Polemiche sul rapporto tra Conte e Di Maio

Una trappola in piena regola, quella calata da una manina (anzi, una Di-manina secondo alcuni…) ieri alla Camera al premier Conte, il tentativo di creare l’incidente parlamentare sui Servizi segreti per mettere all’angolo il premier e “scalare” nuovamente il M5S. Ci sarebbe Luigi Di Maio dietro la spy-seduta di ieri alla Camera nella quale complottisti e vittime si sarebbe mischiati tra le fila dei grillini, con una regia occulta.

“Repubblica” e l’agguato svelato a Conte

Intelligence, agguato 5S alla Camera. I sospetti di Palazzo Chigi su Di Maio“, è il titolo che campeggia oggi sul quotidiano romano, con un articolo che formula accusa gravissime al titolare della Farnesina: “Creare l’anarchia nei Cinquestelle per indebolire il premier”. Indiscrezioni e ricostruzioni che costringono Palazzo Chigi, in mattinata, a una lapidaria smentita, che però non chiarisce e non mette a tacere le voci di spaccature e veleni.
Sono totalmente prive di fondamento le ricostruzioni secondo cui vi sarebbero, da parte del Presidente del Consiglio o di Palazzo Chigi, sospetti sull’operato del ministro degli Esteri Luigi Di Maio”, dice la nota affidata alle agenzie di stampa da Rocco Casalino, tornato in sella dopo gli “incidenti” con l’anti-riciclaggio del fidanzato.

La trappola d Di Maio per far saltare il premier

Ecco la ricostruzione di “Repubblica“. “Ieri mattina, alla Camera, il ministro Federico D’Incà si rende conto che un emendamento firmato da cinquanta grillini punta a bloccare la possibilità di rinnovo dei vertici dell’intelligence, inserita nel decreto Covid e fortemente voluta da Giuseppe Conte. È una trappola che può far saltare il piano
del premier, che punta alla conferma di alcuni vertici dei Servizi. Una mina capace di ribaltare gli equilibri della maggioranza e del governo. Il responsabile dei Rapporti con il Parlamento chiama il presidente del Consiglio, poi i capigruppo. Solo la fiducia, concordano, può evitare l’incidente e salvare Palazzo Chigi…”.

La raccolta di firme per spaccare il M5S

Secondo “Repubblica” scatta la ricerca dei deputati “traditori”, quasi tutti  fedelissimi di Luigi Di Maio. “Le pressioni sono fortissime, il clima tossico. Il sospetto di un agguato ordito contro il premier, intanto, si è già diffuso…”. La goffa smentita di Di Maio su una sua strategia anticipa la gaffe di chi sostiene, tra i firmatari, che quell’emendamento fosse concordato. Non è vero, è esattamente il contrario. C’è qualcuno, è il sospetto ai vertici dell’esecutivo, che gioca sporco. Che punta a interferire nella partita delle nomine dell’intelligence”.

A rischio la fiducia alla Camera

Forse il piano politico e quello della gestione dei Servizi – scrive anche Il Foglio – si sono sovrapposti, insomma, a causa dell’azione non coordinata di due gruppi di 5S ostili al premier. “Per qualche ore l’esecutivo rischia su un emendamento… La tensione è talmente alta che oggi alcuni grillini potrebbero non votare la fiducia, aprendo un nuovo fronte a Montecitorio”, conclude “Repubblica”. I nodi potrebbero venire al pettine nelle prossime ore, nonostante le smentite di Palazzo Chigi.

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