Decreti sicurezza, esplodono le liti in maggioranza. M5S frena, Pd irritato

mercoledì 30 Settembre 17:47 - di Adele Sirocchi

Potrebbe saltare la modifica dei decreti sicurezza che era in programma nel consiglio dei ministri di domenica. Ambienti parlamentari del Pd denunciano manovre da parte dei Cinquestelle. Il tentativo in atto sarebbe di far saltare l’accordo sul nuovo decreto immigrazione che rivede i decreti sicurezza di Matteo Salvini.

Il punto in discussione: la protezione umanitaria

Tensioni che sarebbero emerse durante le interlocuzioni in corso all’interno della maggioranza in vista del Cdm di domenica che dovrebbe esaminare proprio il nuovo dl immigrazione. Il punto che viene rimesso in discussione dai 5 Stelle riguarda la reintroduzione della protezione umanitaria, che venne cancellata dai dl Salvini. Le stesse fonti ribadiscono come per il Pd vada mantenuta l’intesa raggiunta in estate.

Il Pd: passi indietro sarebbero inaccettabili

Passi indietro sarebbero inaccettabili” dicono le fonti del Nazareno. Rischia di slittare l’approdo in Cdm? ”Certo il rischio c’è – si spiega – non è un caso che questo tentativo di frenata arrivi proprio all’indomani dell’annuncio che il dl sarà all’esame del Cdm domenica”. L’irritazione del Pd nasce dal fatto che lo stesso segretario Zingaretti aveva rilanciato subito dopo il voto sulle regionali e sul referendum l’esigenza di modificare i decreti sicurezza. Un punto che i dem considerano irrinunciabile soprattutto dopo che il partito ha appoggiato il Sì al referendum.

Cosa prevede il nuovo decreto

Cosa prevedeva l’accordo sul nuovo decreto immigrazione? Stop alle maxisanzioni amministrative per le Ong, le organizzazioni non governative. Torna in campo il codice della navigazione, il rischio è di una denuncia al giudice che, a sua volta, può erogare una pena o una sanzione pecuniaria. Si allargano poi con alcune situazioni specifiche le possibilità di accogliere la domanda di protezione: non è il ripristino di quella umanitaria abrogata dai decreti Salvini ma sono contemplate circostanze umanitarie più ampie di quelle attuali.

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