Berlusconi “asfalta” Conte: «Dovrebbe dimettersi a prescindere dall’esito delle Regionali»

martedì 1 settembre 16:25 - di Redazione
Berlusconi

«Questo governo dovrebbe dimettersi indipendentemente dal risultato delle Regionali che confermeranno che il centrodestra rappresenta la maggioranza degli italiani». A parlare, dai microfoni di Agorà estate, su RaiTre, è Silvio Berlusconi. E i suoi toni sono tutt’altro che concilianti. «Il fallimento del governo Conte – esordisce infatti il Cavaliere – è sotto gli occhi di tutti. Non ha saputo adottare un’adeguata strategia di intervento per sostenere economia, lavoro e consumi. Non si vede traccia di una strategia per superare l’emergenza e c’è il rischio di usare male le importanti risorse Ue. Questo – prosegue – conferma la necessità che al governo ci sia una forza liberale, un partito dell’impresa e del lavoro quale è FI, unica alternativa alla maggioranza delle quattro sinistre».

Referendum, Berlusconi «perplesso»

Berlusconi è tuttavia consapevole che i suoi auspici non passano solo per le elezioni regionali, ma anche per il referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Stretto tra l’obiettivo politico della crisi di governo sotteso al “no” e i sondaggi favorevoli al ““, l’ex-premier si dice in pausa di riflessione, «fermo restando la libertà assoluta di voto per i nostri militanti ed eletti». Non esita tuttavia a dirsi «molto perplesso» nel merito. Anche il centrodestra aveva tagliato il numero dei parlamentari. Ma, spiega l’ex-premier, ritrattava di una misura «inquadrata in una riforma complessiva». Oggi, invece, così come con Renzi, il taglio «avrà come effetto una riduzione degli spazi di democrazia con regioni che non saranno rappresentate adeguatamente».

I sostenitori del “no” in FI: «Ci dà ragione»

Le parole di Berlusconi sul referendum finiscono inevitabilmente per alimentare un dibattito già abbastanza intenso in Forza Italia. Parlamentari contrari al taglio come Osvaldo Napoli le decrittano come un «oggettivo rafforzamento delle ragioni del “no”». Ancora più esplicito Gianfranco Rotondi: «Ora – dice – mi aspetto il “no” di Salvini. Gli varrà a Salvini la leadership del centrodestra e soprattutto il radicamento della Lega su praterie di moderazione in luogo di affollati orticelli sovranisti».

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