Battisti, le famiglie delle sue vittime: assurdo che già abbia sconti di pena

martedì 8 settembre 15:37 - di Paolo Lami
cesare battisti

sciopero della fameUno sconto di 45 giorni per buona condotta sulla condanna all’ergastolo di Cesare Battisti per 4 omicidi. Ed esplode la polemica a distanza con i parenti delle sue vittime per la concessione fatta da un magistrato di sorveglianza all’ex-terrorista dei Pac, i Proletari Armati per il Comunismo.

Che, proprio oggi, ha reso nota, attraverso una lettera al suo legale la decisione di iniziare uno sciopero della fame totale per sollecitare la revoca dell’isolamento diurno. Che doveva durare sei mesi e, invece, prosegue da un anno e mezzo.

‘Una notizia assurda. – s’inalbera Adriano Sabbadin, figlio di Lino, il macellaio ucciso durante una rapina messa a segno dai Pac nel 1979. – E’ ora che la smetta. Il nostro ergastolo non è ancora finito, lui ha appena cominciato e già esce?”.

”Abbiamo messo in conto che prima o poi sarebbe tornato libero ma non così presto – si infervora Sabbadin. – E’ ora di smetterla. Lui deve scontare la sua pena. Punto e basta”.

“Il pronunciamento del magistrato di Sorveglianza riconosce la buona condotta di Battisti e 45 giorni di riduzione, la cosiddetta liberazione anticipata. Ma non significa – precisa all’Adnkronos uno degli avvocati di Cesare Battisti, Gianfranco Sollai – che Battisti deve essere scarcerato. Si tratta di “giorni premio” che vengono scomputati della pena complessiva”.

”In Italia purtroppo lo prevede la legge, fa parte del nostro ordinamento. Rispetto la legge ma credo nella certezza della pena – dice con amarezza Maurizio Campagna, fratello di Andrea, agente della Digos di Milano ucciso dai Pac. – Battisti è stato condannato a due ergastoli, uno per l’uccisione di mio fratello e un altro per quella di una guardia carceraria Antonio Santoro. Dovrebbe scontare la pena e stare in carcere. In Italia, tra sconti vari, di fatto l’ergastolo non si fa. Sono le distorsione del nostro ordinamento”.

Maurizio Campagna cita il caso “dei ‘compagni di merenda di Battisti. Quasi tutti erano stati condannati all’ergastolo ma avranno fatto nove anni di galera al massimo. Battisti è stato stupido a scappare. Se si faceva il carcere in Italia sarebbe già stato libero come gli altri suoi compagni”.

Il fratello dell’agente della Digos ucciso dai Pac ci tiene a mettere in chiaro una cosa. ”E’ sbagliato pensare che il passare degli anni debba alleggerire la pena. Battisti, e anche il suo avvocato, dovrebbe sapere che l’omicidio non decade mai. Ha ucciso mio fratello 41 anni fa, l’omicidio non va in prescrizione, se ne facciano una ragione. Deve scontare la pena”.

Quanto all’annunciato sciopero della fame, Campagna è netto. ”Sta facendo tutte commedie, ha preso per i fondelli la maggior parte delle persone, anche il presidente Lula. Sta utilizzando il suo campionario per beffare lo stato, i parenti delle vittime e gli italiani. Tutto per farla franca. Mi auguro che non succeda”.

 

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