Allarme depressione: con l’epidemia quintuplicati i casi. Previsioni catastrofiche

venerdì 25 Settembre 15:58 - di Fortunata Cerri
depressione

È allarme depressione in era coronavirus. Nel 2020 “gli studi scientifici, italiani e internazionali, indicano un incremento netto dei sintomi depressivi nella popolazione generale. I sintomi della depressione sono complessivamente quintuplicati nel nostro Paese. Quelli moderati sono quasi quadruplicati e i più gravi sono cresciuti di sette volte e mezzo. La pandemia sta provocando un incremento considerevole del disagio psichico». A lanciare l’allarme è Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf).

Depressione, si stimano 150mila casi in più

Anche i primi dati sulla popolazione sono in linea. Il 32% manifesta sintomi depressivi e in Italia si stimano nei prossimi mesi fino a 150mila casi di depressione maggiore in più. Gli scienziati mettono in guardia sull’incremento di disturbi sia nelle persone già affette da una malattia mentale. Sia in chi è stato contagiato dal coronavirus, sia nella popolazione generale. Il quadro è stato tracciato oggi dagli esperti. Annunciata la prosecuzione della campagna nazionale Insieme per la salute mentale organizzata da Lundbeck Italia. In vista della Giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre). In collaborazione con le principali società scientifiche, fondazioni, associazioni pazienti, istituzioni. E anche enti vicini al mondo della salute e attori operanti in ambiti diversi. Madrina d’eccezione la cantautrice Noemi. Missione: abbattere il muro dei pregiudizi e dello stigma per far sì che il diritto alla salute mentale sia garantito per tutti e ovunque.

Coronavirus e depressione, il dato che preoccupa

Fra le previsioni che preoccupano gli specialisti c’è anche la stima sulla psicosi che potrebbe colpire “fino al 4% sia delle persone con disturbi mentali che di coloro che sono venuti in contatto con il virus”. Emerge infine che Covid-19 possa “provocare conseguenze neuropsichiatriche nel lungo termine individuate ad oggi in un caso su tre e causate dallo stato iper-infiammatorio indotto dal virus”. La pressione sui centri di salute mentale cresce, con “l’Italia fanalino di coda in Europa per le risorse a loro destinate”, avvertono gli esperti.

Come partecipare alla “Campagna…”

Alla campagna si può partecipare sui social e attraverso il sito (insiemeperlasalutementale.it), si vuole creare un’onda verde (colore della salute mentale) per ricordare come la salute mentale sia un diritto da tutelare ancor di più oggi. L’onda verde dal mondo online raggiungerà anche alcune vie di Milano con bandiere e stendardi legati alla campagna (via Joe Colombo e Piazza Lina Bo Bardi), creerà dei cieli di ombrelli verdi a Monza (via Italia) e a Bari (Strada Palazzo di Città). Le installazioni sono visibili fino al prossimo 10 ottobre.

Richieste di aiuto in crescita

«Le richieste di aiuto ai centri di salute mentale sono in crescita». Evidenzia Mencacci, che dirige il Dipartimento di salute mentale dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. «Inoltre sta emergendo, con sempre maggiore evidenza, la possibilità di sequele neuropsichiatriche da Covid nei pazienti contagiati». Per Mencacci “dobbiamo essere pronti ad affrontare” questo disagio psichico in crescita. «È fondamentale che sia garantito un maggior sostegno economico ai centri di salute mentale o non riusciremo a contenere l’ondata di pazienti del prossimo futuro: l’Organizzazione mondiale della sanità aveva previsto che i disturbi mentali sarebbero diventati i più diffusi al mondo entro il 2030, ma tutti gli indicatori suggeriscono che con la pandemia il sorpasso sia già avvenuto», interviene Massimo Di Giannantonio, presidente della Società italiana di psichiatria (Sip).

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